mercoledì 1 settembre 2010

Ad Antonio De Pizzo il premio letterario “Albino Pierro”




POLICORO – Ha riscosso un grande successo il libro: “Satire politiche e rime dialettali, versi tra la Prima e la Seconda Repubblica” del policorese Antonio De Pizzo. Tanto da essere stato premiato come migliore composizione artistica dall’associazione culturale “Magna Grecia Lucana” di Torino, organizzatrice di un evento culturale tenutosi a Tursi l’11 agosto scorso intitolato ad Albino Pierro: concorso di poesie. La giuria era composta tra l’altro da: Maria Celano, Maria Annunziata Cera, Vincenzo Labanca. Tre persone esperte del settore cultura e che, grazie al lavoro di questa associazione, portano la lucanità in giro per l’Italia con manifestazioni dall’alto contenuto artistico facendo conoscere i suoi personaggi più illustri, quelli che hanno dato visibilità alla terra di Lucania, sconosciuta ai più fino a qualche decennio fa. E tra questi il grande poeta di Tursi può essere definito uno degli ambasciatori: “Non mi aspettavo –ammette De Pizzo- di ricevere questo ambito premio che per me è di grande soddisfazione. Ho partecipato quasi per caso, essendo la mia pubblicazione molto recente, a questo premio con l’intento di far conoscere il mio lavoro ai più ironizzando sulla nostra classe politica in un momento in cui la nostra dirigenza è sotto i riflettori per la questione morale e parentopoli. E l’ispirazione per buttare giù dei versi satirici e “poesie” mi è venuta proprio dai tanti fatti e misfatti di cui sono piene le cronache e i libri di storia. Così facendo ho cercato nel mio piccolo di sdrammatizzare per non acuire la rabbia di tanti cittadini che non si sentono rappresentati, sia ora che in passato, da politici a cui non stanno a cuore le sorti della nostra Nazione. Quando il mondo cattolico parla, ad esempio, di decadimento morale non ha tutti i torti: si utilizza il potere a proprio uso e consumo, e vale per tutti i protagonisti della vita politica italiana, lasciando il Paese senza una guida. Avrei voluto tanto scrivere solo del passato nel mio libro ma devo costatare, mio malgrado, che il presente non è migliore. E allora ridiamoci sopra senza però perdere quella capacità critica che deve animare tutti noi nelle scelte di vita che facciamo”.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)

Nessun commento:

Posta un commento