martedì 31 agosto 2010

La mafia esiste in Basilicata: presentato il libro “Terre profanate”





POLICORO – La mafia esiste in Basilicata? Secondo David Lane, giornalista dell’Economist e autore del libro “Terre profanate” tradotto in più lingue, si. Anche se nella sua ultima fatica, presentata sabato 28 agosto in piazza Eraclea (19:30), ci sono poche pagine dedicate ai misteri lucani, e questa è già una prima contraddizione. Tante quante però sono sufficienti a sollevare un dibattito a più voci su temi ormai tritati e ritritati di dominio pubblico su cui i relatori, invitati dall’associazione “Pio La Torre”, sono ritornati. Secondo l’Avv. Vincenzo Montagna in Lucania vige la regola del silenzio, dell’omertà, citando l’ultima vicenda in ordine cronologico che ha visto nella chiesa della Trinità di Potenza per 17 anni nascosto il cadavere di Elisa Claps prima del suo ritrovamento. Episodio questo simbolo di connivenze e coperture che ci sono in regione e una certa ritrosia a parlarne. Non più isola felice, anzi forse non lo è mai stata dato che, secondo l’ex procuratore della Dda di Potenza Galante: da più di 30 anni si perpetuerebbero gravi illeciti in regione e che solo grazie, a suo dire, alla magistratura e forze dell’ordine i clan malavitosi non hanno messo radici solide. La pensa alla stessa maniera Don Marcello Cozzi, paladino della legalità tramite l’associazione “Libera” che gira in lungo e largo la Basilicata alla ricerca di quelle verità nascoste come: l’omicidio dei fidanzatini di Policoro, Vincenzo De Mare, Mario Milione, Macculi, per rimanere nel Metapontino, ma di tutte quelle morti lucane di cui non si sa il perché: terre profanate è il termine giusto, a suo parere, per definire l’illegalità che c’è in regione e i tanti interessi che ruotano intorno alle sue ricchezze, prima fra tutte il petrolio. Secondo il sacerdote oggi la mafia si sarebbe trasformata da quella “barbara” delle bombe e dell’arroganza a quella dei colletti bianchi che si annida nelle istituzioni, nelle libere professioni, nelle banche con la complicità della politica per allargare il volume d’affari delle proprie attività illegali e che si innesca alla perfezione nella globalizzazione finanziaria internazionale. Durante la presentazione del libro c’è stato un dibattito a più voci sulla “Basilicata nera”.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)

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