domenica 28 luglio 2013

Pd: “Tutte le responsabilità del centro-destra sulla questione rifiuti.”

POLICORO - Fin dalla campagna elettorale 2012 per le comunali di Policoro la compagine di centro destra guidata da Rocco Leone ha tentato una sfacciata operazione di propaganda con lo scopo di negare qualsivoglia suo coinvolgimento nel processo che portò la Tra.De.Co. alla gestione della raccolta rifiuti nella nostra città. Veniva messo in atto cosi un gioco di prestigio grazie al quale magicamente avrebbero dovuto scomparire dalle responsabilità politiche i consiglieri eletti nel 2008 insieme al Sindaco Lopatriello ovvero i vari Leone (vice sindaco), Ferrara, Colucci, Bianco, Porsia, Lauria e che dovevano essere quantomeno distratti quando cominciarono ad apparire le prime bozze di quel capitolato speciale d’appalto che ha messo in ginocchio l’immagine della città. Eppure bastava una lettura sommaria di quello striminzito capitolato (solo 21 pagine) per far capire anche a un non addetto ai lavori che la città sarebbe andata dritta verso il disastro. Si va dalla mancanza di cose elementari come gli orari di esposizione e raccolta dei rifiuti a delibere di giunta che aumentano la durata dell’appalto per consentire un “migliore ammortamento” di mezzi che si scoprono due anni dopo essere niente affatto nuovi. Per passare poi ad intere zone non previste nello spazzamento e che riempiono di indignazione cittadini e turisti; o alla mancata nomina per due anni del Direttore di Esecuzione del Contratto (la figura preposta a farlo rispettare). Abbiamo realizzato una vera e propria inchiesta che mettiamo a disposizione di tutti i policoresi sul nostro sito all’indirizzo http://www.policoropd.blogspot.it/ e grazie alla quale ci si potrà fare un’idea molto precisa sulle responsabilità del centro-destra nella questione rifiuti. Non è in discussione qui l’onestà del sindaco Leone, su cui sinceramente non si nutrono dubbi e neanche su quella dei consiglieri o assessori che condivisero con lui allora l’ amministrazione Lopatriello e che adesso condividono quella da lui presieduta. Bisogna affermare però con altrettanta fermezza che i peccati di omesso controllo e vigilanza sono politicamente quasi gravi quanto la corruzione. Le domande cruciali da farsi sono due. C’erano segnali che avrebbero potuto far presagire un servizio di raccolta rifiuti inefficiente o inadeguato? I fatti elencati sopra affermano di si. C’era modo di fermare l’iter del bando per poi correggerlo? Ancora una volta la risposta è si. E’ infatti presente a pagina 10 una clausola nel bando di gara ( ve ne sono di questo tipo in ogni bando) che avrebbe potuto fermare il treno in corsa nell’interesse della cittadinanza. La riportiamo senza ulteriori commenti: “L’amministrazione si riserva il diritto di non far luogo all’aggiudicazione se dovesse ravvisare, a suo giudizio insindacabile, pregiudizio agli interessi del Comune”. Una lunga teoria di delibere e determine “pilotate” all’impronta dell’inettitudine elevata a filosofia di governo, non riuscendo a riconoscere neanche i più semplici segnali della futura inefficienza del servizio. Quello che si chiede qui una volta fatta chiarezza sulle responsabilità nella questione rifiuti è un deciso cambio di marcia verso quei principi di trasparenza e democrazia partecipata reclamati con forza dalla cittadinanza e senza il quale ogni “collaborazione” risulterebbe impossibile. E questo potrà realizzarsi rendendo pubblico ed emendabile il prossimo progetto di servizio ben prima che esso vada a gara d’appalto, in modo che non appaia un’altra volta già “confezionato” in modo irreparabile. Lo si deve non al Partito Democratico, non alle opposizioni, lo si deve a Policoro.

Partito Democratico

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