mercoledì 15 luglio 2009

ORDINANZA SINDACALE ANTI VANDALISMO ZONA LIDO

POLICORO - Per combattere gli atti di vandalismo che deturpano il patrimonio storico ed artistico della città di Policoro e comportamenti che minano la pacifica convivenza nella zona Lido, il sindaco, Nicola Lopatriello, ha firmato il 14 luglio l’ordinanza con la quale:

· E’ vietato tenere comportamenti irrispettosi del tipo: volume della musica alto; grida e schiamazzi che possano arrecare fastidio ai villeggianti e avventori dei locali pubblici; non osservare i divieti imposti; ingombrare aree pubbliche con animali o cose; spargere materiali e sostanze di qualsiasi natura; consumare cibi e bevande in maniera scomposta e disordinata; ammassare materiali il cui cumulo potrebbe creare discariche a cielo aperto ed ogni comportamento volto danneggiare il patrimonio pubblico come l’imbrattamento dei muri e il danneggiamento di beni di interesse collettivo.

L’inosservanza di queste prescrizioni è punita con una sanzione pecuniaria come prevede la legge e i relativi beni soggetti a sequestro amministrativo con relativa confisca. “Da anni cerchiamo –osserva il sindaco Nicola Lopatriello- di contrastare fenomeni legati all’inciviltà e alla devianza con una serie di iniziative del tipo: settimana sulla sicurezza stradale; approvazioni di ordini del giorno bipartisan sul contrasto e ferma condanna ad ogni forma di violenza; appelli caduti nel vuoto a favore del decoro e dell’immagine della città e dei cittadini che vi abitano; impegnarsi a favore del prossimo, soprattutto se in difficoltà, e qui ringrazio le tante associazioni presenti nella mia città. Però davanti alle continue rimostranze di cittadini ed operatori economici, che si vedono continuamente danneggiare cose ed infastidire con una certa continuità, ho deciso, in qualità di autorità di pubblica sicurezza, di emanare questo provvedimento amministrativo urgente in modo tale da avvisare e prevenire quei comportamenti come quelli sopra citati che sono contra legem e pertanto puniti dalla legge”.

Gabriele Elia

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