martedì 17 giugno 2014

Furti in auto: occhio ai fidanzatini

POLICORO – Lui e lei. Apparentemente una coppia come tutte le altre, in realtà sono dediti a piccoli furti. In particolare specializzati in aperture di sportelli di macchine. Sono giovani ma dalla vita hanno appreso qualche trucchetto per “fregare” il prossimo. Facendo le dovute proporzioni potrebbero essere soprannominati Bonnie e Clyde del centro jonico. Infatti sono entrambi ragazzi del posto e come tutti i loro coetanei escono il pomeriggio e la sera, fino a tarda notte: 24:00 circa. Frequentano via Siris e il centro storico e non disdegnano puntatine in vie limitrofe in cerca del “pane” quotidiano. Tutto quello che può servire direttamente alla loro causa, soldi e preziosi, o indirettamente cedendo ad altri gli oggetti dei loro furti. Che negli ultimi mesi sono andati in crescendo. Ad inizio maggio intorno alle 21:00 hanno aperto una station wagon al cui interno c’era un giubbotto, e dopo aver messo a soqquadro il veicolo si sono impossessati del portafogli; anche se privo di soldi i documenti non sono stati nemmeno restituiti al legittimo proprietario. La stessa sera dopo essersi accorti che qualcuno li stava seguendo si sono dileguati nella villa comunale. Nei giorni successivi li hanno visti nei paraggi di via Brennero e Monte Bianco e in una di queste arterie sono addirittura entrati nel cancello del proprietario dell’abitazione dove era parcheggiata la sua quattro ruote. Anche in questo caso hanno aperto lo sportello, senza l’ausilio di nessun attrezzo in quanto era già aperto poiché il proprietario mai avrebbe immaginato di trovarsi i ladri quasi in casa, e dopo aver preso qualche spicciolo se ne sono andati come se uscissero da casa loro. Nei giorni scorsi intorno alle 17:00 nel parcheggio di un supermercato avrebbero fatto sparire un jeans appena acquistato di 150,00 mentre il conducente era appena sceso per fare la spesa, con la macchina anche in questo caso aperta. Però Bonnie e Clyde di Policoro una settimana fa avrebbero fatto progressi nel ramo dei furti. Infatti una signora in via G. Fortunato il giorno dopo aver parcheggiato la sua utilitaria sotto casa, questa volta chiusa, la mattina seguente se l’è ritrovata aperta e priva di alcuni spiccioli. I due però venerdì 13 sono stati presi in flagranza: intorno alle 24:00, sempre con la stessa tecnica, lei faceva da palo e lui si è infilato in un veicolo di grossa cilindrata appartenente ad un professionista del posto parcheggiato sempre in via G. Fortunato: alla vista di due passanti insospettitisi della posizione della ragazza, quest’ultima ha fatto un gesto al fidanzato il quale ha dovuto lasciare e metà il suo lavoro e così è sceso dall’autovettura, come se fosse sua, chiuso lo sportello del conducente e poi insieme alla compagna hanno girato l’angolo di via Brescia e sono spariti. Avvisato il legittimo proprietario della macchina, quest’ultimo ha constatato che nulla era sparito anche se ha ammesso di essersi dimenticato di chiuderla. Lei è una ragazza bassina, arrotondata, con i capelli neri; lui altezza media, snello e capelli neri. Età, appena maggiorenni dall’aspetto, ma grandi nei vizi.

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)

Incendiata auto di una donna

POLICORO – Nella notte tra domenica e lunedì intorno alle 01:30 un incendio ha distrutto una Peugeot 207 parcheggiata sotto casa, rione Giovanni XXIII alle spalle della chiesa Madre SS Maria del Ponte (piazza Eraclea), della proprietaria Teresa Mitidieri classe 1975 bracciante agricola di buona famiglia e persona al di sopra di ogni sospetto. Sul posto sono accorsi i militari dell’Arma della compagnia di Policoro. Nei pressi del luogo dell’incendio c’erano alcune telecamere che potrebbero aver ripreso il malvivente mentre stava cospargendo l’automobile della donna di liquido infiammabile prima di darle fuoco. Dunque ci sono degli indizi su cui gli inquirenti stanno indagando per risalire all’autore dell’atto criminoso. Scontata dunque la matrice dolosa, non si tratterebbe di un gesto legato ad episodi di estorsione o di criminalità organizzata anche perché la donna non possiede attività imprenditoriali dirette o indirette e dunque nessun collegamento con l’ultimo incendio di un escavatore in quel di Scanzano jonico. Viceversa una delle piste che starebbero battendo i militari, anche sulla scorta di altri precedenti simili, sarebbe quella personale. In passato sono state tratte in arresto persone che si sono rese protagoniste in negativo di alcuni episodi simili per motivi passionali, di gioco, debiti o ripicche di vario titolo. Pertanto sarebbe da escludere qualsiasi atto riconducibile alla criminalità organizzata che in questo caso, come in altri, non esisterebbe. A meno che dalle indagini non saltino fuori elementi che potrebbero ribaltare il campo delle ipotesi sul quale sono impegnati i Carabinieri del centro jonico.

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)

lunedì 16 giugno 2014

Policoro, accoltellano connazionale: due fratelli rumeni arrestati

POLICORO - I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia  di Policoro, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno tratto in arresto i germani  s.A. (classe 1975), bracciante agricolo, incensurato,  e a.d.A. (classe 1983), bracciante agricolo, incensurato, nella flagranza dei delitti di violazione di domicilio aggravata e lesioni personali aggravate in concorso. La notte del 08.06.2014, la Centrale Operativa della Compagnia  di Policoro ha ricevuto una chiamata di soccorso sull’utenza 112  relativa ad un’aggressione a mezzo arma bianca avvenuta ai danni di un  cittadino rumeno, occorsa intorno alle ore 02.00 circa presso l’abitazione di quest’ultimo. Immediatamente venivano inviate sul posto due pattuglie in servizio di controllo del territorio e personale in abiti civili per avviare le prime investigazioni, nonché personale del 118 che provvedeva a prestare le prime cure all’accoltellato, un giovane rumeno, bracciante agricolo, che veniva ricoverato presso l’Ospedale civile di Policoro, ove quei sanitari lo giudicavano guaribile in gg. 15 S.C. di prognosi, avendo riportato ferite da taglio e da taglio e punta alla coscia destra. Avviate le attività di indagine, dopo aver effettuato un sopralluogo presso l’abitazione della vittima che veniva interrogata alle successive ore 08.00 circa a causa delle sue condizioni di salute, nonché escusso tutti i possibili testimoni dei fatti, gli investigatori rintracciavano s.A. (classe 1975) e   a.d.A. (classe 1983), che dopo i fatti si erano repentinamente allontanati dal luogo del delitto. Con estrema precisione si accertava che i due fratelli, unitamente ad altri connazionali, si erano portati presso l’abitazione della vittima armati di un coltello da cucina con lama di circa 15 cm. e di alcuni bastoni e dopo averlo invitato ad aprire la porta di casa con esito negativo, la abbattevano penetrando all’interno dell’immobile contrariamente alla volontà dei proprietari. A quel punto mentre   uno degli aggressori lo colpiva, l’altro lo tratteneva e lo strattonava. Il movente ricostruito dai militari sarebbe collegato ad un commento denigratorio effettuato dalla vittima nei confronti della famiglia degli aggressori, riportato a questi ultimi da una donna rumena già  fidanzata della vittima, attualmente legata sentimentalmente ad uno dei fratelli indagati. Pertanto, alle successive  ore  09.00 circa, i due germani venivano tratti in arresto ed espletate le formalità di rito,  tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari su disposizione del  Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale di Matera, Dr.ssa  Annunziata CAZZETTA. In data 11.06.2014, il Tribunale di Matera, nella persona del Giudice Dr.ssa Rosa BIA, dopo aver convalidato l’arresto, ritenendo sussistente il concreto pericolo che gli indagati possano commettere reati della stessa specie per cui si procede, nonché valutata l’aggressività e la facilità di trasmodamento nell’episodio delittuoso in disamina, ha applicato agli arrestati la misura cautelare degli arresti domiciliari. Allo stato, le indagini sono ancora in corso per individuare compiutamente gli altri correi.

domenica 15 giugno 2014

Sviluppo urbanistico della città, tra progresso e cementificazione

POLICORO - Martedì 10 giugno nella sala consiliare del Palazzo di città, le associazioni “Policoro è Tua” e “Policoro Futura” hanno dato vita ad una tavola rotonda a più voci dal tema: “25 anni di politica urbanistica e mancate urbanizzazioni e consumo del territorio”. Gli organizzatori hanno invitato gli amministratori degli ultimi 20 anni: Benedetto Gallitelli, già vice sindaco della Dc; Biagio Padula, consigliere comunale dal 1993/1997 con il sindaco Mario Arbia (Alleanza Popolare); Antonio Di Sanza, già consigliere regionale fino a febbraio 2014 e sindaco della città jonica dal 1997/2000 con Fi e aggregazione di centro destra; Nicola Lopatriello, che sempre a capo di una coalizione di centro destra ha amministrato Policoro fino al 2001 e poi dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2012 e l’attuale primo cittadino, anch’egli di centro destra, Rocco Leone. Gli ultimi due relatori non sono stati presenti al convegno. Pertanto il primo a prendere la parola è stato, in ordine cronologico rispetto alle rispettive epoche di amministrazione della cosa pubblica, Benedetto Gallitelli, il quale ha fatto un excursus storico sul progresso civile, politico, sociale, economico e demografico della città jonica focalizzando poi l’intervento sul primo piano regolatore generale (Prg) redatto dal duo di professiniosti Lacava-Mecca approvato nel 1971, cui poi ha fatto seguito il piano particolareggiato della zona Lido, lungomare, e altri due interventi urbanistici con la nascita del II e III piano di zona. Con il passare degli anni, ha continuato l’ex vice sindaco, nel 1986 la maggioranza democristiana ritenne opportuno riprogrammare l’evoluzione urbanistica della città jonica con un secondo incarico di redazione di un secondo Prg generale, che conteneva il Piano particolareggiato della Foce Agri e quello Policoro. Agli inizi degli anni ’90 la Tangentopoli locale, che anticipa di qualche anno quella nazionale, decapita il monocolore democristiano e così il Comune viene commissariato nel 1992 e nel 1993 si ritorna al voto. A vincere le elezioni è la lista “Alleanza Popolare” di Mario Arbia di simpatie socialista riformista e viene chiamato l’architetto Restucci dell’università di Venezia a redigere il nuovo Prg. Passano quattro anni –allora la legislatura non era di 5 come oggi- e nel 1997 gli elettori premiano la coalizione di centro-destra targata Antonio Di Sanza, il quale secondo Gallitelli adotta il programma pluriennale di attuazione al Prg, con i voti contrari degli unici due esponenti di Alleanza popolare diventata forza di minoranza, Spinella e Sergio, dando vita al: “sacco urbanistico di Policoro con uno sviluppo a macchia di leopardo della città che di fatto ha aumentato i servizi e i relativi costi per le casse comunali”. In seconda battuta è intervenuto Biagio Padula, consigliere di maggioranza nel 1993/1997, che ha difeso il Prg di Arbia che conteneva, a suo dire, uno sviluppo armonico della città senza la cementificazione selvaggia di oggi e con ampi spazi verdi e contestando la successiva variante tecnica al Prg di Arbia promossa di Di Sanza che avrebbe, sempre a parere di Padula, snaturato lo spirito generale del Prg. A chiudere i lavori prima del dibattito è stato poi l’ex sindaco Antonio Di Sanza, il quale ha sostenuto di non condividere l’impostazione  del Prg di Arbia perché prevedeva lo sviluppo della città verso l’alto, Panevino, e non verso mare e di essersi limitato alla sua adozione per non ritardare di una legislatura lo sviluppo cittadino visto che in quel periodo Policoro stava vivendo una difficile situazione economica con la crisi di alcuni assi trainanti dell’economia locale come il gruppo Massocchi e Ferrara, e il nuovo Prg ha di fatto dato linfa vitale al territorio in quegli anni. Inoltre con la politica dei comparti inaugurata proprio con quella variante si superava la procedura espropriativa pubblica che amministrativamente era fallita dando così più responsabilità ai cittadini. Infine l’ex consigliere regionale ha parlato dei limiti nella gestione e nei controlli che hanno causato disagi e problemi agli attuali proprietari di case nei quartieri nuovi di Policoro, e nonostante tutto la città ha vissuto un progresso che altre comunità non hanno avuto. Progresso che può continuare puntando sullo sviluppo territoriale nella zona Lido e coinvolgendo anche altri due Municipi limitrofi marini: Nova Siri e Scanzano in un progetto più organico di comprensorio turistico.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)

sabato 14 giugno 2014

Policoro, al via il progetto “Disabilmentemare”

POLICORO - Promuovere lo sviluppo della pratica delle attività psicomotorie di bambini disabili dai 6 ai 14 anni, mediante l’importante strumento dell’acqua. Parte lunedì prossimo, 16 giugno, presso il lungomare di Policoro, il progetto estivo “Disabilmentemare” presentato dall’associazione “Iris - per la tutela dei diritti e dei bisogni dei disabili” di Policoro e co-finanziato dall’Amministrazione Comunale di Policoro – Assessorato alle Politiche Sociali, con Delibera n.62 del 29.05.2014. “E’ una nobile iniziativa – dichiarano il sindaco della Città di Policoro, Rocco Leone e l’assessore al ramo Livia Lauria – che l’associazione Iris ci ha presentato e che noi abbiamo approvato senza alcun dubbio, in linea con il nostro mandato elettorale, in tema di attenzioni verso il mondo delle diverse abilità”. “Dalle sedie Job agli adeguamenti dei marciapiedi, dall’ampliamento del centro diurno per handicap grave “Smile”, alla realizzazione di una nuova casa famiglia per disabili gravi, “Dopo di noi”, all’assistenza agli alunni disabili nelle scuole: tante le iniziative - proseguono Leone e Lauria – che questa amministrazione ha messo in cantiere”. “Un ringraziamento speciale – concludono gli amministratori - va ai genitori che hanno dato un impulso propulsivo all’attuazione del progetto, e agli operatori del sociale, che operano in maniera costante e silenziosa a tutela di tanti nostri piccoli concittadini meno fortunati”.

venerdì 13 giugno 2014

Pasquale Marino campione regionale di mountain bike


POLICORO – Il biker del centro jonico, Pasquale Marino, vince il campionato regionale riconfermandosi campione regionale di Mountain Bike in sella alla sua bici dell’Heraclea Bike – Marino Bici & Sport di Policoro. Infatti domenica 8 giugno si è aggiudicato il primo posto in quel di Montescaglioso (Mt), nel 1° trofeo “Difesa San Biagio”, organizzato dal team Re-Cycling di Bernalda. Nel dopo gara dopo essersi rifocillato e prima della premiazione ed assegnazione delle maglie, un entusiasta Pasquale Marino dichiarava: “Sinceramente ero un po’ preoccupato prima della partenza poiché da due giorni ho cambiato bicicletta, con nuove caratteristiche, nuove geometrie e comportamenti. Quindi non avendo avuto troppo tempo per prendere confidenza e gestione del mezzo, soprattutto in un percorso molto tecnico come questo odierno, avrei potuto avere qualche problema; invece ho trovato subito un ottimo feeling; inoltre la sua estrema leggerezza mi ha permesso di rendere ancora meglio in salita e spero di continuare su questa strada”. Ottimo secondo posto nella categoria M3 di Antonio Manolio, altro atleta dell’Heraclea Bike – Marino Bici & Sport, che sfiora di poco un altro titolo regionale per il team jonico; quarto sempre nella categoria M3, Francesco Crucinio, rallentato dal caldo e dalle salite ripide del percorso.
Gabriele Elia

giovedì 12 giugno 2014

Concessi contributi per gli eventi culturali

POLICORO - L'Amministrazione comunale ha concesso contributi, dietro presentazione dell'apposito bando, per le manifestazioni culturali. All'associazione Alia ha stanziato 10 mila euro per l'evento "Policoro in Swing" che si terrà, presumibilmente ad agosto; 7000,00 sono stati consessi all'associazione "Ali" per Balloon; 7000,00 all'associazione podistica amatori di Luigi Cappucci per la StraHerakleia; 500,00 alla Pro Loco e altrettanti a Felice Magno.

mercoledì 11 giugno 2014

Carabiniere salva viandante sulla 106

POLICORO – Lo scorso 1 giugno sulla strada statale 106 in direzione Reggio Calabria ci stava scappando il morto. All’altezza della rampa di lancio di fronte il distaccamento dei Vigili del fuoco di via Lazio, un individuo circolava come se stesse nel proprio giardino di casa anziché su una strada a scorrimento veloce dove in passato, purtroppo, non sono mancati incidenti anche mortali. La fortuna ha voluto che l’uomo, Antonio Carbonara, si imbattesse in un militare dell’Arma, G. Pisano, il quale notava l’individuo in chiaro stato confusionale camminare disorientatamente sulla strada.  “Non avendo però –dichiara il militare- le giuste condizioni di sicurezza non ho potuto arrestare la marcia del mio veicolo, proseguendo così sino all'uscita successiva, ossia l'area di servizio Lo Sgranocchio. Immediatamente imboccavo la complanare direzione Taranto per ritornare allo svincolo precedente occupato dall'individuo, al fine di accertarmi le sue sane condizioni fisiche. Giunto sul posto, in sicurezza e qualificandomi immediatamente e secondo la procedura, chiedevo i documenti identificativi al soggetto il quale ne era momentaneamente sprovvisto; lo stesso era in lieve stato agitativo ed oltre alle evidenti macchie di sangue sugli abiti aveva una ferita lacero contusiva all'altezza del mento. Mi riferiva che si chiamava Antonio Carbonara nato a Taranto ma residente a Colobraro e si trovava  a Policoro a seguito di una caduta accidentale nel suo appartamento alle ore 16:00 circa. Subito dopo la caduta era stato accompagnato presso il pronto soccorso di Policoro a mezzo ambulanza per eseguire le medicazioni ed i necessari accertamenti;  pertanto dopo essere stato visitato e medicato era stato dimesso. Non avendo alcun parente che lo venisse a prendere aveva deciso di intraprendere il cammino verso casa chiedendo passaggio in modo pericoloso.  Accertandomi della non pericolosità del soggetto, per motivi di sicurezza, al fine di prevenire eventi spiacevoli, ho deciso di far salire il sig Antonio sulla mia autovettura ed accompagnarlo personalmente presso la propria abitazione sita in Colobraro.  Una volta saliti in macchina ho telefonato ad un collega di Colobraro per chiedere informazioni in merito al sig. Carbonara, il quale mi riferiva che era a loro conosciuto in quanto lo stesso ha seri problemi diagnosticati e che era in atto una richiesta di Tso.  Preciso che il sig Antonio, durante il tragitto ha risposto a tutte le mie domande in modo sensato, alcune volte era dislessico forse a causa delle medicine da lui prese quotidianamente, escludo l'abuso di alcol perché non ne presentava i sintomi, non aveva l'alito alcolemico e si ricordava perfettamente nomi date ed eventi nonostante gli abbia ripetuto le stesse domande a distanza di qualche minuto. Alle ore 20:15 circa lo accompagnavo, grazie anche alla collaborazione di due signore, a casa”. Come possono strutture sanitarie dove si presume ci siano professionalità definite lasciare libero una persona, dopo una visita, poco lucida mettendone a rischio la sua e altrui vita?

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)

martedì 10 giugno 2014

Oggi dibattito sullo sviluppo urbanistico della città




POLICORO – Martedì 10 giugno nella sala consiliare del Palazzo di città, ore 18:30, le associazioni “Policoro è Tua” e “Policoro Futura” daranno vita ad una tavola rotonda a più voci dal tema: “25 anni di politica urbanistica e mancate urbanizzazioni e consumo del territorio”. Gli organizzatori hanno invitato gli amministratori degli ultimi 20 anni: Benedetto Gallitelli, già vice sindaco della Dc; Biagio Padula, consigliere comunale dal 1993/1997 con il sindaco Mario Arbia (Alleanza Popolare); Antonio Di Sanza, già consigliere regionale fino a febbraio 2014 e sindaco della città jonica dal 1997/2000 con Fi e aggregazione di centro destra, Nicola Lopatriello, che sempre a capo di una coalizione di centro destra ha amministrato Policoro fino al 2001 e poi dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2012 e l’attuale primo cittadino, anch’egli di centro destra, Rocco Leone. Il dibattito mira ad aprire una serie riflessione su ciò che si è consumato, urbanisticamente parlando, a Policoro in questi decenni per un confronto scevro da ogni appartenenza politica e di potenziali interessi che serva anche a trovare risposte all’annoso problema dei comparti, che ad oggi sono senza urbanizzazione con i conseguenti disagi per i cittadini policoresi. Alla fine delle relazioni è previsto un dibattito.

lunedì 9 giugno 2014

Crimini con armi, riunione Comitato di Coordinamento Interforze

Il Prefetto della Provincia di Matera, Luigi Pizzi, ha presieduto, nella mattinata odierna, una riunione del Comitato Tecnico di Coordinamento Interforze, cui hanno partecipato i vertici provinciali delle Forze di Polizia, per l’adozione di misure di prevenzione in relazione ai recenti episodi criminosi perpetrati con l’uso delle armi, avvenuti in provincia di Matera, in territori peraltro distanti dalla fascia Jonico-Metapontina. A Comunicarlo in una nota stampa la Prefettura di Matera. Nel corso dell’incontro, al fine di prevenire la detenzione e l’uso illegittimo delle armi, si è convenuto di procedere ad una revisione straordinaria delle autorizzazioni di polizia già rilasciate, per verificare il possesso dei requisiti soggettivi, in attuazione anche delle recenti disposizioni legislative intervenute in materia. Dall’analisi dei dati è emerso che il numero dei porti d’arma rilasciati nella Provincia di Matera è notevolmente contenuto. Infatti, soltanto il 5% della popolazione residente è in possesso di licenze di porto di fucile, mentre di gran lunga inferiore il numero delle licenze di porto di pistola per difesa personale. Si è dato atto altresì che nella provincia di Matera l’organico delle Forze di Polizia non risulta affatto carente - soprattutto nella fascia jonico-metapontina - e che, al fine di rafforzare ulteriormente il presidio delle Forze di Polizia, è stata disposta, il 3 giugno scorso, l’apertura di un posto fisso di polizia presso l’Ospedale di Policoro.

domenica 8 giugno 2014

Esternalizzazione servizio sociale. Leone: Unica strada percorribile per garantire il servizio

POLICORO - “Quando certe questioni vengono poste da persone che fanno populismo la cosa non mi meraviglia e non mi tocca più di tanto: quello è il ruolo che qualcuno si è ritagliato nell’ambito della sfera politica policorese e ne prendo atto; resto meravigliato, invece, quando la cosa viene fatta da partiti che dovrebbero saper leggere e scrivere”. E’ il commento del Sindaco della Città di Policoro, Rocco Leone, che replica alla nota stampa diramata dal circolo cittadino del PD in merito al bando del Servizio di Assistenza Sociale Professionale, in corso di espletamento. “Il PD – prosegue Leone - si è comportato da “ignorante” ignorando un tema farraginoso come la copertura degli spazi normativi in termini di assunzioni di personale nella Pubblica Amministrazione”. “Dovrebbero ricordare, i cari amici avversari politici, quanto fatto negli ultimi anni dal Comune di Policoro in termini di personale: la mannaia è stata data quando in un sol colpo, nel 2007 – Amministrazione Di Sanza - sono stati stabilizzati 12 ex LSU, precludendo di fatto qualsiasi strada di stabilizzare altro personale; chi conosce la materia sa benissimo che le norme sono restrittive e che, solo a fronte di diversi pensionamenti si possono creare nuovi spazi per nuove assunzioni”. “Le stabilizzazioni dei 12 ex LSU sono state fatte da loro, che parlano e criticano dimenticando il loro operato”. “L’esternalizzazione, unica strada da percorrere oggi, non è illegittima; il bando è regolare e non comprendo dove sia lo scandalo”. “Per quanto riguarda i prezzi – conclude Leone – sono state semplicemente applicate le tariffe orarie poste dal Ministero del Lavoro: dovevamo adeguarci alle nuove normative o dovevamo tenere sottopagate figure professionali importanti come le assistenti sociali?”.




sabato 7 giugno 2014

Il Pd protesta contro l’esternalizzazione del servizio di assistenza sociale e segretariato sociale del Comune di Policoro

POLICORO - I servizi sociali del Comune di Policoro sono stati esternalizzati, ovvero affidati ad una Cooperativa Sociale, già attiva sul territorio, che ha partecipato e vinto un bando. Senza mettere in dubbio le qualifiche del personale della cooperativa vincitrice del bando, vorremmo invece avere alcune risposte dal nostro Sindaco Rocco Leone, che tanto ha parlato in campagna elettorale di politiche sociali, facendone il proprio fiore all’occhiello. Innanzitutto sarebbe utile comprendere il motivo ultimo della scelta della esternalizzazione totale dei servizi, a fronte di una mancanza di figure tecniche nella pianta organica. Decisione che ha in più problemi che soluzioni: è infatti illegittima sul piano giuridico. Si ricorda infatti  che il servizio sociale professionale è svolto dallassistente sociale che opera in forza di un mandato istituzionale ed è istituzionalmente responsabile, tale servizio rientra tra le funzioni obbligatorie e deve essere erogato direttamente dai Comuni e non affidato ad altri. La Legge quadro 328/00 stabilisce inoltre che i servizi sociali professionali e il segretariato sociale siano considerati a tutti gli effetti servizi essenziali, e pertanto devono essere garantiti ed erogati dalla PA. Nel 2008 l'Ordine degli Assistenti Sociali di Puglia ha chiesto un parere in merito alla questione spinosa delle esternalizzazioni all'Avvocato Luigi De Filippo, che ha riscontratorisvolti negativinellamancanza di interlocuzione diretta tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione sostituita da una relazione variamente filtrata da altri soggetti con modalità di interesse privato e commercialee nellaconseguente carenza di garanzie e di imparzialità rispetto alle problematiche che il Servizio ordinariamente affronta direttamente e/o in collaborazione con altre pubbliche istituzioni quali il Tribunale per i minorenni, le A.S.L., le Prefetture, ecc. Il secondo problema riguarda costi e controlli. Le società esterne devono produrre una relazione scritta nella quale descrivere dettagliatamente i percorsi effettuati per i singoli pazienti, i risultati ottenuti etc. La relazione deve essere convalidata per conformità da un assistente sociale del Comune, che abbia determinato e seguito i pazienti lungo questi stessi percorsi di recupero. Il pagamento delle fatture è subordinato a questo controllo tecnico. Purtroppo nel Comune di Policoro non ci sono assistenti sociali o figure tecniche con competenze analoghe. Le due assistenti sociali che hanno svolto egregiamente i loro compiti fino ad ora erano professioniste precarie, e ora, pare, siano state saggiamente inglobate dalla cooperativa vincitrice. Chi controllerà se la retta, molto alta invero, sarà spesa bene? Chi valuterà la qualità professionale del servizio? Chi arginerà gli inevitabili conflitti di interesse di un organismo sociale privato senza controllo? Attendiamo una riflessione dalla amministrazione. E chiediamo la sospensione immediata del provvedimento al fine di  garantire maggiormente la cittadinanza. Riteniamo che della spiacevole situazione attuale debba essere informato quanto più rapidamente possibile il Dipartimento Salute e Sicurezza della Regione Basilicata.

Circolo cittadino Pd


                                                                                                   




Policoro proiezione film degli alunni Giovanni Paolo II

POLICORO - Il 6 giugno presso il cinema di Policoro e' stato proiettato il film “Odissea”. Si tratta di una pellicola realizzata dagli alunni della IV sezione della scuola primaria dell’Istituto comprensivo  “Giovanni Paolo II” di Policoro in collaborazione con l’associazione onlus “ Rotunda maris”. Il film rientra in un progetto per favorire l’ inclusione dei bambini stranieri e di quelli socialmente svantaggiati.



venerdì 6 giugno 2014

Scorie nucleari, tutto è pronto per il Deposito dei rifiuti radioattivi

Deposito nucleare nazionale, ormai si parte. Ieri l’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha licenziato un documento di 12 pagine che si attendeva da circa un quarto di secolo. Titolo: «Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media intensità». Di che cosa si tratta? Delle regole tecniche che dovranno essere prese in considerazione dalla Sogin (la società pubblica che gestisce lo smantellamento delle vecchie centrali) per delineare la mappa delle aree «potenzialmente idonee» entro i prossimi sette mesi. Ovvero i luoghi dove potrà essere sistemata una struttura adatta ad accogliere tutti i rifiuti radioattivi frutto della stagione nucleare italiana chiusa con il referendum del 1987.

Da Scanzano al deposito «di superficie»
I criteri, per la verità, erano attesi per la fine dell’anno scorso, ma poi c’è voluto ancora un po’ di tempo. Curioso che proprio lo scorso novembre ricorresse il decennale della rivolta di Scanzano Jonico, il paese sul litorale della Basilicata dove si sarebbe dovuto costruire il famigerato Deposito. Per la verità si trattava di un progetto diverso, visto che si parlava di un deposito di profondità a settecento metri in uno strato di salgemma impermeabile. Ora le cose sono un po’ cambiate: il Deposito sarà rigorosamente di superficie e accoglierà solo i rifiuti meno «pericolosi». Quelli a bassa e media intensità derivanti dallo smantellamento delle ex centrali nucleari e da attività di ricerca, industriali o ospedaliere. Più o meno tra 60 e 90 mila metri cubi di scorie, che «decadono» (ovvero dimezzano le loro emissioni radioattive) in un periodo tra una trentina e un centinaio di anni.
I rifiuti «pericolosi»
Beninteso: tra il 2019 e il 2025 i rifiuti a più alta intensità, quelli più delicati (di cosiddetta «terza categoria»), che sono stati mandati in Francia e in Gran Bretagna negli anni scorsi per essere «riprocessati» dovranno pur tornare in Italia. E se l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Iaea) ci chiede a gran voce il deposito a bassa e media intensità, gli accordi con la Francia del 2006 prevedono che l’Italia provveda anche al sito per l’alta intensità.
Siti non idonei
Si vedrà, e l’obbligo resta. Di fatto però, con le 12 paginette dell’Ispra, ora il processo è partito. E se ne avvertiva il bisogno, visto che i rifiuti sono da tempo sparsi per tutti i «vecchi» siti nucleari. Luoghi sicuri ma di certo non idonei (lo scrive la stessa Ispra) per un deposito. Un esempio: se per una centrale nucleare la presenza abbondante di acqua è un criterio indispensabile (per il raffreddamento), lo stesso non si può dire per un impianto di smaltimento di rifiuti radioattivi, che dall’acqua deve invece essere isolato il più possibile.
Zone sismiche e centri abitati
Ma quali sono, quindi, i criteri che consentiranno di arrivare alla scelta del sito adatto? Nel suo documento l’Ispra lavora «al contrario», identificando almeno 15 aree di esclusione. In teoria, incrociandole tutte, si potrebbe arrivare a una mappa assai verosimile della zona che ospiterà la struttura. Le prime aree da escludere, ovviamente, sono quelle vulcaniche, attive o dormienti. Niente Deposito quindi nelle vicinanze dell’Etna, Stromboli, Colli Albani, Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio, Lipari, Vulcano, Panarea, Isola Ferdinandea (proprio così) e Pantelleria. Neppure, altrettanto ovviamente, in aree sismiche o interessate a fenomeni di faglia; in quelle soggette a frane e inondazioni o in fasce fluviali o in depositi alluvionali preistorici; al di sopra di un altitudine di 700 metri (orografia complessa, piogge elevate) o con pendenze superiori al 10%. E ancora: sino alla distanza di 5 chilometri dalla costa; in zone carsiche o vicine a sorgenti o a Parchi nazionali o luoghi di interesse naturalistico; ad «adeguata distanza» dai centri abitati; ad almeno un chilometro da autostrade, strade statali o linee ferroviarie; assolutamente non nei pressi di attività industriali, dighe, aeroporti, poligoni militari; lontane da zone di sfruttamento minerario (gas e petrolio inclusi). Insomma, una lista lunga e articolata consegnata alla Sogin, che su di essa dovrà lavorare.
Otto anni per la costruzione, investimento tra 1,2 e 2,5 miliardi
E i tempi? Lunghi ma non troppo, soprattutto al netto di non prevedibili «ripercussioni» politiche, sociali (vedi «no Tav») e economico finanziarie. Secondo qualche stima ci vorranno almeno 4 anni per arrivare ad avere la cosiddetta «autorizzazione unica», la fase considerata la più delicata. Altrettanti per la progettazione esecutiva e la costruzione. In otto anni, peraltro, si arriverebbe al 2022, abbondantemente oltre al primo rientro di materiale dalla Francia (ma pagando si potrebbe ottenere qualche dilazione). Il consenso, insomma, pare una condizione imprescindibile, e Sogin e governo dovranno impegnarsi parecchio. Resta che il Deposito è un impegno da cui non ci si potrà svincolare facilmente. Uno dei maggiori progetti infrastrutturali futuri dell’Italia, con un investimento previsto tra 1,2 miliardi di euro e 2,5 miliardi se insieme ad esso si realizzerà anche il Parco tecnologico.

(Fonte Corriere della Sera)

giovedì 5 giugno 2014

Tutela costa Jonica, a Policoro protocollo Regione-Comuni

 “Finalmente si comincia a guardare con estremo interesse alle pinete ionico-metapontine”. E’ il commento del sindaco della Città di Policoro, Rocco Leone, alla vigilia della conferenza di servizi che si terrà nella sala consiliare della città ionica domani, 5 giugno, alle ore 12.00, convocata dall’assessore regionale all’Ambiente Aldo Berlinguer, per la stipula del Protocollo d’Intesa “Area Metapontino, per la salvaguardia delle pinete costiere, a cui prenderanno parte anche la Provincia di Matera e i Sindaci dei Comuni di Bernalda, Pisticci, Scanzano Jonico, Nova Siri e Rotondella. Lo rende noto l’amministrazione comunale. “Si tratta – continua il sindaco - del primo segnale vero che la Regione Basilicata, grazie alla sensibilità dell’assessore Berlinguer, sta dando ai comuni in termini di salvaguardia delle pinete e di una vasta area regionale a interesse comunitario. Sino a ieri – prosegue Leone - la forestazione era vista come prerogativa delle aree dell’entroterra lucano, oggi, finalmente, si da importanza anche alle pinete della costa ionica, che sono di grande interesse naturalistico; basti pensare che delle 34 aree S.I.C. presenti, ben 14 sono situate lungo la costa ionica. La Conferenza di servizi e la relativa stipula del protocollo di domani – conclude il sindaco - consentirà ai comuni la gestione diretta delle pinete, al fine di salvaguardarne il patrimonio naturalistico e ambientale”.

mercoledì 4 giugno 2014

Consegnati attestati per nuovi bagnini

POLICORO – Enzo Pastore, formatore Fisa (Federazione italiana salvamento acquatico), nella serata del 2 giugno presso il Municipio ha consegnato 12 attestati di fine corso ad altrettanti soccorritori acquatici/assistenti bagnanti o più comunemente bagnini. I 12 neo soccorritori acquatici hanno conseguito anche l’abilitazione al primo soccorso, all’uso del defibrillatore e alla respirazione cardio-polmonare; interventi che possono salvare una vita umana prima dell’arrivo dell’autolettiga. “Tutti i ragazzi sono stati molto motivati nelle lezioni e devo dire che coloro i quali non se la sono sentita naturalmente non hanno conseguito l’attestato. E’ stata fatta una sorta di selezione tra coloro i quali pensavano e a maggior ragione pensano ora che tale attività o la si sente veramente o è meglio dedicarsi ad altri lavori turistici durante la stagione. Le responsabilità non sono soltanto morali ma anche penali e civili e lo devono capire anche i gestori/proprietari dei lidi che l’evoluzione di questo lavoro lo porta ad essere sempre più delicato, preciso e indispensabile: una prevenzione vera e non di facciata solo perché la legge prevede la figura del bagnino sulla carta ma in realtà si fa altro. Questo modus operandi non è più tollerabile”. Un biglietto da visita che un altro turismo è possibile anche al Sud. Tra loro anche una ragazza: Antonella Santoro. Gli altri: Giovanni Acciardi, Francesco Scaiella, Antonio Settimelli, Sergio Rimoli, Ugo Marinelli, Davide Varasano, Federico Pandolfi, Nicola Santoro, Giacobbe Modarelli, Nicola Modena, Luigi Lavitola.


martedì 3 giugno 2014

Turismo, nuova struttura nella zona Lido

POLICORO – Il 30 maggio ha aperto i battenti in via Lido nel centro jonico una nuova struttura turistica: “Oasi d’Oriente”. In passato era più conosciuto come l’ostello della gioventù, ma dopo varie vicissitudini, tra cui anche l’ospitalità di circa 200 richiedenti asilo politico tra settembre 2008 e dicembre dello stesso anno, il complesso non aveva più l’appeal di un tempo. Ora grazie alla sua riqualificazione ritorna alle origini come struttura ricettiva per turisti, solo che a differenza del passato per tutte le età. Abbiamo incontrato l’Avv. Salvatore Lorusso, il quale ci ha illustrato le strategie della cooperativa “Fratello sole” che l’ha presa in gestione per diversi anni, spiegandoci che si tratta di una cooperativa di tipo B con l’obiettivo, attraverso investimenti in vari settori, di creare occasioni di lavoro per coloro i quali nella vita non sono stati molti fortunati. Nel senso che dopo un percorso di riabilitazione, queste persone vengono inserite in lavori socialmente utili trovando piena cittadinanza nella società civile. Ora con questo investimento anche nel settore turistico, in una città di mare, l’intento della cooperativa è quello di trasformare l’area dove sorge il complesso turistico in una vera e propria oasi con una fattoria didattica, ampliare gli spazi di verde e progetti mirati al recupero sociale degli utenti della cooperativa. Sotto l’aspetto meramente turistico, l’ “Oasi d’Oriente” può vantare: piscina, campi da tennis, basket, calcetto, bar e ristorante e annesso pernotto grazie ai posti letto. I turisti che decideranno di trascorrere in riva allo Jonio la loro vacanza saranno veicolati anche verso il lido “Veliero”, lato destro della Duna attrezzata, gestito dallo stesso soggetto giuridico che per completare l’offerta turistica a pochi metri di distanza ha anche un lido attrezzato per l’ospitalità dei villeggianti.

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)

lunedì 2 giugno 2014

Fidapa, concluso il pregetto “Tutti diversi, tutti insieme”

POLICORO – Mercoledì 28 maggio la locale sezione della Fidapa (Federazione italiana donne affari professioni arte) in collaborazione con l’istituto comprensivo “Lorenzo Milani”di via Puglia, classi IV e V A, ha portato a termine il progetto “Tutti diversi, tutti insieme”. L'intento, ben riuscito, seconda le socie è stato quello di portare nella scuola e nella famiglia il tema delle pari opportunità di genere: le differenze devono essere una risorsa e devono essere rispettate. Le socie young Fidapa Antonella Manfredi, Nunzia Guarino e Maria Rosaria Salvatore hanno lavorato nel corso dell'anno scolastico con le insegnanti (Mariolina Delia, Caterina Calbi, Rossella Faraco, Rosalba Lofranco, Mimma Di Santo), per aiutare i bambini nel percorso prefissato e questi, aiutati dalle loro competenti insegnanti, hanno realizzato dei brevi filmati, allegri e vivaci, sul tema del rispetto delle differenze di genere. Hanno poi elaborato i risultati di questionari che sono stati loro somministrati e letto varie storie e racconti, uno bellissimo sulla creazione dell'uomo e della donna, che hanno tradotto in disegni e cartelloni coloratissimi. La Presidentessa di sezione, Beatrice Di Brizio, ha fatto un completo resoconto del lavoro svolto mentre la Consigliera di Parità Stefania Draicchio e l'avv. Rosa Maria Urga, presidente di CaMinNo sez. Matera, hanno parlato rispettivamente del percorso legislativo difficile delle pari opportunità e della importanza della scuola nel difficile compito della inclusione scolastica con riferimento a tutti i tipi  di diversità. Ha coordinato i lavori Maria Lovito, Past President, e ha concluso la Presidente del Distretto Sud Est Maria Antonietta Amoroso, la quale ha augurato al progetto di potere rinnovarsi in altre e più brillanti edizioni. I bambini sono stati alla fine premiati con la consegna di un attestato e alle classi partecipanti è stata consegnata la Carta dei diritti della bambina, a dimostrazione dell’impegno della Fidapa alla sua diffusione in ogni utile ambito della vita civile. 

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)

Incidente stradale: morta una donna di Policoro

POLICORO - Una donna di 53 anni, Giuseppina De Candia, di Policoro, è morta in un incidente avvenuto nella tarda serata di domenica lungo la statale numero 598 Fondovalle dell’Agri in contrada «Recoleta» di Scanzano Jonico. L’auto sulla quale viaggiava - una Fiat Punto - è finita, per causa da accertare, fuoristrada e poi contro un muretto. Sul posto sono intervenuti il 118, la Polizia stradale e i Vigili del Fuoco. Nell’incidente è rimasto gravemente ferito il marito della donna, Carmine De Mare di 58 anni, che era alla guida dell’auto, ed ora ricoverato, in prognosi riservata, all’ospedale San Carlo di Potenza.


(ANSA)

domenica 1 giugno 2014

No Scorie Trisaia: “Sul sito unico la Basilicata segua l’esempio della Sardegna”

POLICORO – “La Basilicata metta nero su bianco il suo no al deposito nazionale di scorie 
nucleari  allo stesso modo di come sta facendo la Regione Sardegna e lo consegni al  Governo nazionale e al premier Renzi”. A sostenerlo è l’associazione No Scorie Trisaia, che aggiunge: “A breve saranno pubblicati i criteri  per individuare le aree idonee per il deposito nazionale di scorie
nucleari, criteri  già anticipati in parte  nell’audizione Ispra presso i ministeri e gli enti competenti prima del marzo 2014 per la mappatura del territorio nazionale e l'identificazione di siti idonei per il deposito. In seguito la Sogin dovrebbe elaborare una carta nazionale delle aree idonee a ospitare il sito sul quale sorgerà  il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, elaborata  sulla base  dei criteri tecnici individuati da Ispra. Il governatore Pittella e tutto il  Consiglio regionale mettano in campo tutte le azioni necessarie atte ad avviare un confronto con il Governo e, in particolare, con i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente, finalizzato  come ha fatto la Sardegna (nella sua mozione)  atta a evitare che la Basilicata sia inserita tra le aree idonee a ospitare il sito sul quale
sorgerà il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Il governatore Pittella non ha brillato ultimamente  per iniziativa e per interesse sulla questione legata alle  barre nucleari di Elk River  per la loro restituzione agli Usa in occasione della visita di Obama in Italia, sarebbe stata quella l’occasione per alleggerire il fardello di scorie di III categoria che comunque ora dovranno finire nel deposito nazionale di scorie nucleari che potrebbe capitare in qualsiasi regione italiana, Quale migliore occasione avrebbe ora il governatore Pittella con la visita del  4 giugno prossimo  a Potenza del ministro dello Sviluppo Economico Guidi per consegnarli  per iscritto  il no della Basilicata a qualsiasi  deposito di scorie nucleari nel proprio territorio. Per una strana coincidenza  nel 2003 fu dopo l'opposizione della Sardegna che si scelse la Basilicata per ubicare  il deposito di scorie nucleari a Scanzano, ma questa  ribadiamo è solo una coincidenza”.

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)