giovedì 21 novembre 2013

«Spazzatura» nucleare, ecco dove finiranno le scorie


Via alle procedure per stoccare 90 mila metri cubi di rifiuti I residui delle centrali ora in Francia, Regno Unito e Svezia

Sono novantamila metri cubi di rifiuti. Potrebbero riempire il palazzetto dello Sport di una città di provincia. La questione è che si tratta di «spazzatura» molto speciale: scorie prodotte dalla stagione nucleare italiana (quella chiusa con il referendum del 1987) e residui di altre attività, soprattutto medico-radiologiche. Sono tutte radioattive, ma in grado diverso: quelle più delicate, ad alta attività, occupano quindicimila metri cubi ma sono responsabili del 90% della radioattività emessa. Una buona parte è all’estero - in Francia e in Gran Bretagna ma anche in Svezia - in attesa di fare ritorno in Italia sotto forma di blocchi vetrificati. La ricerca delle aree
Il problema è che da qualche parte prima o poi dovranno pur essere sistemate; la notizia è che probabilmente entro dicembre l’Ispra renderà noti i criteri tecnici ai quali il deposito nucleare nazionale dovrà uniformarsi ed in sette mesi, quindi entro il prossimo agosto, la Sogin (la società pubblica che si occupa dello smantellamento delle vecchie centrali) dovrà mettere nero su bianco la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee. Strana e curiosa coincidenza: dieci anni fa, proprio in questi giorni, i cittadini di Scanzano Jonico scatenavano una rivolta contro la decisione di costruire nel loro Comune il famigerato deposito, che prevedeva l’edificazione di una struttura a settecento metri di profondità, in uno strato di salgemma impermeabile. La faccenda, oggi, non è proprio la stessa ma ci somiglia. Dieci anni dopo Scanzano, un luogo deputato a ospitare il deposito nazionale (e il parco tecnologico) ancora non esiste. A differenza di allora, però, non si tratterà di scavare il sottosuolo, ma di costruire una struttura di superficie che possa comunque resistere per duecento anni e che dovrà ospitare le scorie a bassa e media attività (in modo permanente), e per qualche decennio quelle ad alta attività, in attesa di trasferirle a un deposito europeo di profondità di cui, peraltro, ad oggi non c’è traccia. Ebbene, se si interpreta alla lettera il documento che i nuovi vertici della Sogin (il presidente Giuseppe Zollino e l’amministratore delegato Riccardo Casale) hanno depositato alla Camera qualche giorno fa, siamo già in ritardo.
I tempi
Secondo quelle stime serviranno almeno quattro anni per arrivare a una localizzazione condivisa del sito e all’«Autorizzazione unica». Si calcola poi un altro quadriennio per la progettazione esecutiva e la costruzione. Quello giudicato più delicato è il primo periodo, e se il buongiorno si vede dal mattino la strada sarà in salita: ai primi di novembre la Regione Emilia-Romagna ha giù approvato una risoluzione presentata dalla Lega che dice «no» all’installazione del deposito a Caorso, il sito della centrale (e del reattore noto come «Arturo») spenta nel 1987. Ma anche se tutto filasse liscio sarà difficile rispettare le scadenza. I programmi prevedono il rientro del materiale radioattivo da Sellafield (Inghilterra) a partire dal 2019, e dalla Francia (La Hague) dal 2020 al 2025. I contratti con gli inglesi, che risalgono ai tempi dell’Enel, sarebbero più flessibili, e pagando qualche salata penale consentirebbero di prendere tempo. Più difficile, a quanto pare, potrebbe essere «spostare» quelli con i francesi, sempre più preoccupati che la decisione tedesca di uscire dal nucleare possa moltiplicare in futuro le richieste di ritrattamento dei combustibili radioattivi. C’è poi qualche via alternativa: con gli inglesi, ad esempio, è stato sottoscritto un accordo («swap») in virtù del quale l’Italia eviterà il rientro di seimila metri cubi in cambio di mille metri cubi di residui ad alta attività. Meno volume (che si paga caro) a parità di radiazioni. Nel 2006 circa due tonnellate di uranio naturale e impoverito sono state addirittura cedute al Kazakhstan. Va precisato che francesi e inglesi si riservano, dopo il riprocessamento di scorie e fanghi, di tenere per sé il plutonio e l’uranio ricavati, e ancora utilizzabili. Lo faranno sicuramente i primi, mentre i secondi ancora devono decidere il da farsi. La contabilità del combustibile è tenuta al grammo dall’Euratom, e una clausola nei contratti vincolerebbe quei materiali ad esclusivo uso civile. Secondo gli accordi in vigore, quindi, niente bombe con scorie italiane.
Uranio e plutonio
Ma qual è la situazione attuale dei rifiuti nazionali e lo stato dell’arte del «decommissioning»? La rimozione del combustibile dalle quattro centrali nucleari italiane (Latina, Garigliano, Trino e Caorso) e dagli altri impianti (Saluggia in provincia di Vercelli, Rotondella-Matera, Casaccia-Roma, Bosco Marengo-Alessandria) non è del tutto completa. Il combustibile di Latina (la prima entrata in esercizio nel 1963) già dai primi anni Novanta è a Sellafield, nella contea britannica di Cumbria. Il materiale della piacentina Caorso è stato trasferito in Francia tra il 2007 e il 2010. A Trino Vercellese, invece, il combustibile esaurito è in parte confinato nella piscina della centrale (39 elementi di uranio e 8 di mox, una miscela di uranio e plutonio). Quello del Garigliano è nel Regno Unito dal 1987, ma 63 elementi sono parcheggiati nel deposito Avogadro di Saluggia con destinazione Francia. Saluggia, da parte sua, ha un poco invidiabile primato: l’impianto Eurex (dove si riprocessava l’uranio) è quello al quale viene ancora accreditata la maggiore attività, all’incirca il 70% della radioattività registrata in tutti i siti italiani. All’Itrec di Rotondella stazionano ancora 64 elementi di combustibile del ciclo uranio-torio, ritenuto molto tossico e proveniente dal reattore americano di Elk River. Eredità di un accordo con gli Usa degli anni ‘70 e che tra mille difficoltà sta lentamente riprendendo la via del rientro. Buone notizie per Bosco Marengo, che secondo la Sogin dovrebbe essere il primo impianto a ritornare al «prato verde». Alla fine, per allontanare definitivamente dal territorio italiano i residui nucleari mancherebbero ancora - «no-Tav» permettendo - tre trasporti da Saluggia e due da Trino. Quanto costerà tutto questo movimento? La Sogin (che con Zollino e Casale si è impegnata alla «massima trasparenza») fino a tutto il 2012 ha speso 2,1 miliardi di euro. Per arrivare al «prato verde» conta di aver bisogno di altri 3,8 miliardi. In questo conteggio non sono compresi deposito e parco tecnologico, altri 700 milioni-1 miliardo.
La Sogin costa agli italiani (in bolletta) circa 220-230 milioni l’anno. Ma la scommessa è alta: nei prossimi anni il mercato mondiale del «decommissioning» potrebbe creare un giro d’affari di 600 miliardi. Prendendone solo l’1% il conto sarebbe già in pareggio.

Fonte

Corriere della sera

Immigrati al lavoro. Un esempio di integrazione sociale




POLICORO – Nella cittadina jonica la presenza di stranieri, comunitari e non, è abbastanza massiccia. Tra gli immigrati ci sono anche ragazzi africani fuggiti dalle loro nazioni: Mali, Gambia, per guerre tribali, civili o religiose. Proprio nei giorni scorsi da Augusta (Siracusa) sono arrivati alcuni ragazzi del continente nero ospiti di case alloggio (ex orfanotrofi) per minori. La macchina della solidarietà si è subito attivata con  la vicinanza di cittadini e commercianti, non soltanto assistenziale ma anche produttiva. Già durante la scorsa estate impresari del turismo hanno dato la possibilità a qualcuno di loro di cimentarsi in attività lavorative nelle persone di: Abdou, Abubacarr, Sulayman. Poi nei giorni scorsi, grazie all’idea di un’operatrice della casa famiglia Pippo’s House,  la Sherena "Pet shopping & garden" Quinto Policoro ha aperto i cancelli agli stessi giovani di colore che hanno trascorso la domenica lavorando in un punto vendita specializzato nel benessere e sopravvivenza degli animali passando l'intero pomeriggio di qualche settimana fa in casa famiglia (lavoro a domicilio), assemblando confezioni per cani adibite alla raccolta dei loro bisogni in nome e per conto dell’ azienda di cui sopra. Un modo concreto di fare solidarietà rispettando l’ambiente non affrontato quasi mai sul territorio e che se incentivato culturalmente può produrre benefici di varia natura: sociale, economica e pedagogica. Purtroppo però il muro del pregiudizio e della diffidenza è difficile da vincere: non tutti sono ben predisposti a dare delle chance a questi ragazzi meno fortunati di ingresso nel mondo produttivo. Comunque sia l’attività delle due case famiglie volta a diffondere la cultura della tolleranza, rispetto e inclusione sociale va avanti incessantemente, grazie anche alla collaborazione del mondo associativo, nel restituire il sorriso a questi ragazzi immigrati, che non sono nati sotto una buona stella ma a Policoro stanno trovando una loro seconda città e famiglia.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)


Policoro.Incendiano autocarro, individuato mandante ed esecutore.




I Carabinieri del Comando Stazione  di Policoro, al termine di intensa e complessa attività info-investigativa svolta in piena sinergia investigativa con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile,  hanno deferito in stato di libertà  s.D.M. (classe  1974), policorese, censurato, in qualità di mandante e s.S. (classe 1968), policorese, bracciante agricolo, censurato, in qualità di esecutore,  per il reato di danneggiamento aggravato seguito da incendio di un autocarro Fiat – Iveco modello 50 C13/35 consumato in località Torremozza di Policoro. Le indagini sono state immediatamente avviate a seguito della denuncia di danneggiamento aggravato seguito da incendio sporta da un imprenditore agricolo e consumato alle ore 04.00 circa del 17.11.2013. I militari intervenuti sul posto insieme ai Vigili del Fuoco del distaccamento di Policoro si sono fin da subito insospettiti  ed escludendo l’ipotesi accidentale, hanno scandagliato a fondo nella vita personale e familiare della vittima, un imprenditore agricolo policorese,  fino a giungere alla piena ricostruzione dell’accaduto. Infatti, dopo aver svolto una incisiva attività informativa ed aver individuato un possibile movente in lontani rancori personali nutriti da     s.D.M. (classe  1974) nei confronti dell’imprenditore, hanno monitorato i movimenti e i contatti tenuti da quest’ultimo negli ultimi giorni. Proprio tra i contatti avuti dal citato s.D.M. (classe  1974) gli investigatori sono risaliti a  s.S. (classe 1968), il quale rintracciato il 18.11.2013 presso la propria abitazione, si è presentato ai militari con ustioni di primo e secondo grado su parte del volto, del collo e delle mani, compatibili pienamente con l’uso di combustibile. A quel punto gli operanti del Comando Stazione  Carabinieri di Policoro, invitavano il soggetto  portarsi presso l’Ospedale Civile di Policoro, ove quei sanitari lo giudicavano guaribile in gg. 10 (dieci) di prognosi S.C. Successivamente, presso gli uffici del Comando Stazione, nel corso di un intenso interrogatorio alla presenza del difensore, l’uomo confessava  di essere stato assoldato da s.D.M. (classe  1974) per compiere il delitto, nel corso della cui esecuzione rimaneva ustionato a seguito dell’incontrollata combustione di alcuni litri di  combustibile del tipo benzina gettato dallo stesso sul veicolo Fiat - Iveco  modello 50 C13/35 dell’imprenditore. Il 19.11.2013, le indagini proseguivano con l’individuazione e l’interrogatorio del mandante, che alla presenza del proprio difensore confessava di aver commissionato il delitto per rancori personali nei confronti della vittima. Nella circostanza, l’uomo confessava di aver commissionato già un mese fa a due soggetti in corso di identificazione e retribuiti con qualche centinaio di euro a testa per consumare il danneggiamento con le medesime modalità con cui è stato eseguito il 17.11.2013. Allora il delitto non fu consumato perché una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile in servizio di controllo del territorio in località Torremozza rinvenne e sequestrò a carico di ignoti un borsone contenente guanti ed una tanica di plastica contenente qualche litro di benzina, evidentemente lasciato sul posto in modo strumentale a compiere successivamente il delitto eludendo eventuali controlli di polizia. Entrambi i reo confessi sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera. L’operazione  certifica nuovamente l’impegno dell’Arma nell’intensificazione dell’attività repressiva nel territorio del Comune di Policoro per contrastare, in particolare,  i reati contro il patrimonio e l’incolumità pubblica.

Legambiente Policoro: Festa dell'albero con le scuole

Si terrà il 21 novembre a Policoro a partire dalle 9.30, la Festa dell’albero 2013, organizzata dal locale circolo di Legambiente in collaborazione con le scuole primarie della città (le classi dell’I.C. “L.Milani” e dell’I.C. “Giovanni Paolo II”), il Comune e la Provincia di Matera. Ne dà notizia il Circolo Legambiente di Policoro. “Gli alunni – si legge in una nota - saranno accompagnati dai rispettivi docenti, grazie al servizio scuolabus, presso la pineta di Policoro-lato sinistro per dare vita, con poesie e con canti, ad un posto reso spettrale dalle fiamme di chi non certamente ama la natura e il territorio. Infatti gli studenti pianteranno alberelli proprio nel luogo dove è avvenuto l’incendio la scorsa estate. Si tratta di un’azione di sensibilizzazione per mantenere alta l’attenzione su un patrimonio arboreo poco rispettato e sempre a rischio incendio”.

mercoledì 20 novembre 2013

Calcio serie D. R. Metapotino ancora sconfitto

Nell'ultima gara del campionato di calcio serie D, girone H, gli jonici escono sconfitti anche dal terreno di gioco del Grottaglie, una diretta concorrente per la salvezza. Per i lucani il match si mette subito bene con il vantaggio di Pignatta intorno al quarto d'ora. Ma immediatamente dopo i tarantini pareggiano. Nella seconda frazione di gioco, sempre intorno al 15simo minuto, un uno-due dei pugliesi  ribalta lo score a favore dei padroni di casa e annichilisce gli ospiti che non fanno in tempo a riorganizzarsi anche perchè il gol di Di Senso arriva troppo tardi quasi in chiusura di partita. Domenica al "Rocco Perriello" arriva il Gladiator, altro team in piena bagarre salvezza. Dopo la sconfitta di domenica il Real Metapontino ha 8 punti in classifica ed è ultimo in virtù della rinuncia a disputare il campionato del Nardò.


Policoro. Aggredisce per strada una donna a colpi di bastone




I Carabinieri del Comando Stazione di Nova Siri Scalo, nel tardo pomeriggio del 17.11.2013,  hanno tratto in arresto s.m.S. (classe  1977), imprenditore agricolo, censurato, nella flagranza dei reati di lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, ingiuria e minaccia grave e porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere, tutti consumati in danno di una donna residente in Policoro. I militari operanti, che stavano effettuando un regolare servizio di pattuglia automontata nel territorio di Nova Siri, dopo essere stati allertati dalla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Policoro, che già stava gestendo diverse situazioni operative mediante le altre pattuglie dipendenti ed inserite nel complesso dispositivo di controllo del territorio,  alle ore 16.30 circa del 17.11.2013, si sono   tempestivamente portati nel pieno centro urbano di Policoro, ove  sulla pubblica via, era stata segnalata un’aggressione ai danni di una donna. Giunti sul posto, ricostruivano i fatti attraverso la testimonianza della vittima e di alcuni testimoni presenti all’aggressione, scaturita per futili motivi connessi  a dissidi personali tra i due. Infatti, dopo una accesa discussione, l’uomo con una scusa raggiungeva la propria autovettura dal cui cofano posteriore estraeva un bastone in legno della lunghezza di circa un metro, con il quale colpiva il finestrino lato guida dell’autovettura di proprietà della donna che in quel frangente si trovava a bordo seduta dal medesimo lato. Fortunatamente il colpo sferrato infrangeva il cristallo senza colpire la vittima che si dava alla fuga trovando rifugio in un esercizio commerciale ubicato a poca distanza, mentre un suo conoscente cercava di placare l’ira dell’aggressore che ha inseguito la donna in fuga per le vie cittadine ingiuriandola con frasi offensive e minacciandola di morte, prima di abbandonare la scena del crimine. A quel punto la donna in preda alla totale paura, ha chiamato i Carabinieri sull’utenza 112. Le successive attività investigative hanno permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro il bastone utilizzato per il danneggiamento dell’autovettura e, valutata la gravità dei fatti e la pericolosità dell’autore, di trarre  in arresto s.m.S. (classe  1977) dopo il rintraccio presso la sua  abitazione per i reati di lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, ingiuria e minaccia grave e porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere. La vittima che per sfuggire al suo aggressore riportava lesioni, faceva ricorso alla cure dei sanitari dell’Ospedale di Policoro che  la giudicavano guaribile in gg.8 (otto).  Le operazione si concludevano alle ore 23.00 circa del 17.11.2013 quando,  espletate le formalità di rito, l’arrestato veniva tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari  su disposizione  del Sostituto Procuratore della Repubblica di Matera, Dr.ssa  Annafranca VENTRICELLI.  Il 18.11.2013, il Tribunale di Matera - Sezione del Giudice Monocratico Penale, nella persona del Dr. Giuseppe DE BENEDICTIS, emetteva ordinanza di convalida dell’arresto e applicava a s.m.S. (classe  1977) la misura cautelare degli arresti domiciliari. Contestualmente, il reo veniva condannato su richiesta delle parti dal medesimo organo giudicante al pagamento di euro 17.900/00, poiché responsabile della contravvenzione del porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere, ossia il bastone, di cui veniva disposta la confisca e la distruzione. La vicenda  certifica nuovamente  lo straordinario impegno dell’Arma nel contrasto e nella  repressione del fenomeno delle violenza di genere nella giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Policoro. 

martedì 19 novembre 2013

Marcello Pitella nuovo presidente della Regione Basilicata

Marcello Pittella, candidato del centrosinistra, ha vinto le elezioni regionali in Basilicata del 17/18 novembre con il 59,60% dei voti. Secondo col 19,38% dei consensi il candidato del centrodestra Salvatore Tito Di Maggio. Mentre ha ottenuto il 13,19 % il candidato del M5S Piernicola Pedicini.

Policoro. Stalker recidivo nuovamente arrestato

I Carabinieri del Comando Stazione di Policoro, supportati dai colleghi della

Compagni Carabinieri di Pisticci, nella tarda mattinata del 15.11.2013,  hanno tratto in arresto S.p. (classe  1966), censurato, già sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione ubicata nel  comune di Ferrandina (MT), in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, maltrattamenti in famiglia  e atti persecutori, tutti delitti reiteratamente consumati in danno della ex convivente, una donna residente a Policoro. I militari hanno eseguito il provvedimento a carico di S.p. (classe  1966), già tratto in arresto in flagranza di reato il 16.08.2013 dai medesimi investigatori a seguito di una brutale aggressione scaturita alle ore 05.30 circa del 16.08.2013 lungo la SS. 7 Matera – Ferrandina, allorquando l’uomo, che  si trovava con la propria ex convivente, si stava recando in Ferrandina dopo aver trascorso una tranquilla serata nella Città dei Sassi. Per futili motivi connessi a fattori di gelosia, l’arrestato aggredì con schiaffi e pugni al viso la donna mentre quest’ultima era alla guida della sua utilitaria, costringendola ad arrestare la marcia ed a sostare in una piazzola di sosta. Vani i tentativi della donna di calmare il suo aggressore che ad un certo punto, fuori controllo, la colpì nuovamente alla testa, verosimilmente con una chiave, provocandole una ferita lacero contusa . Successivamente, dopo essersi allontanato e poi riavvicinato all’autovettura della donna che  danneggiò con calci e pietre in preda ad una violenza incontrollata, sferrò anche all’indirizzo della citata donna un ulteriore colpo con una pietra ad uno zigomo, provocandole un fortissimo trauma facciale. A quel punto la donna in preda alla totale paura, provò a chiamare i Carabinieri sull’utenza 112, tentativo che reiterò diverse volte a causa del disturbo creatole dall’uomo, che le sottrasse anche il cellulare per impedirle di allertare i soccorsi. Solo in quel frangente la vittima decise di darsi alla fuga con la propria autovettura, lasciando l’uomo lungo la citata arteria stradale. Una volta giunta a Policoro, ferita e sconvolta  per i fatti di cui era rimasta vittima, contattò nuovamente  dalla propria abitazione i Carabinieri  della Stazione di Policoro che raccolsero dettagliatamente la sua inquietante testimonianza relativa all’aggressione subita, inviando presso la sua abitazione personale dipendente ed allertando le altre pattuglie dell’Arma operanti in Ferrandina e  Policoro per le ricerche di S.p. (classe  1966).  Inoltre, personale in abiti civili si prodigò per accompagnare la donna in tutta sicurezza presso l’Ospedale Civile  di Policoro dove quei sanitari riscontrando le lesioni patite, la giudicarono guaribile in gg. 15 (quindici). Successivamente, gli investigatori rintracciarono  l’uomo  presso la propria abitazione ubicata in Ferrandina, all’interno della quale veniva rinvenuto il telefono cellulare sottratto con violenza alla convivente, traendolo in arresto e sottoponendolo agli  arresti domiciliari. La misura cautelare eseguita  il 15.11.2013 unitamente ad altro provvedimento restrittivo di aggravamento della misura cautelare già in atto degli arresti domiciliari, è stata  emessa il 13.11.2013  su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Matera, Dr.ssa  Annafranca VENTRICELLI, dal Tribunale di Matera - Sezione Giudice per le Indagini preliminari, nella persona della Dr.ssa Angela Rosa NETTIS, poiché S.p. (classe  1966) ha reiteratamente  violato il divieto di comunicare con persone diverse da quelle con lui coabitanti  o che lo assistono inviando numerosi messaggi telefonici all’indirizzo della ex convivente contenenti lusinghe e richieste di aiuto, quindi continuando a manipolarla e ad esercitare pressioni psicologiche nei suoi confronti al fine di convincerla a ritrattare il contenuto delle deposizioni rese ai Carabinieri della Stazione di Policoro successivamente al suo arresto del 16.08.2013. Le operazione si concludevano alle prime ore del pomeriggio del 15.11.2013 con la traduzione dell’arrestato presso la Casa Circondariale di Matera. La vicenda  certifica nuovamente  lo straordinario impegno dell’Arma nel contrasto e nella  repressione del fenomeno delle violenza di genere in questa giurisdizione. 

I nuovi consiglieri regionali

Presidente della Regione Basilicata: Marcello Pitella (centro-sinistra) Circoscrizione di Matera Pd: Roberto Cifarelli Centro democratico: Nicola Benedetto Lista Pitella: Luigi Bradascio M5S: Gianni Perrino Pdl: Paolo Castelluccio Nel listino del centro sinistra entrano in Consiglio regionale Vito Giuzio e Achillle Spada. Eletti nella circoscrizione di Potenza Per il Pd: Piero Lacorazza, Vito Santarsiero, Carmine Miranda, Lista Pittella: Mario Polese, Vincenzo Robortella Psi: Francesco Pietrantuono Sel: Giannino Romaniello M5S: Gianni Leggieri Laboratorio Basilicata: Gianni Rosa Realtà Italia: Paolo Galante Pdl: Michele Napoli Udc:Francesco Mollica Scelta Civica: Tito Di Maggio

Elezioni Regionali. I dati definitivi del collegio di Matera

PITTELLA MAURIZIO MARCELLO CLAUDIO: PARTITO DEMOCRATICO - 16.896 - 23,7%; PITTELLA PRESIDENTE - 10.871 - 15,2%; CENTRO DEMOCRATICO - 6.075 - 8,5%; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO - 3.767 - 5,3%; ITALIA DEI VALORI - 2.717 - 3,8%; REALTA' ITALIA - 2.039 - 2,8%; DI MAGGIO SALVATORE TITO: IL POPOLO DELLA LIBERTA' - 8.666 - 12,1%; SCELTA CIVICA-GRANDE SUD-FRATELLI D'IT. - 3.306 - 4,6%; UNIONE DI CENTRO 2.002 - 2,8%; MIR - MODERATI IN RIVOLUZIONE - 847 - 1,2% PEDICINI PIERNICOLA: MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT - 8.166 - 11,4% MURANTE MARIA: SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' - 3.628 - 5,1% MANUELLO DORIANO: MATERA SI MUOVE - 1.370 - 1,9% GRILLO FRANCO: LAVORO E PENSIONI - 799 - 1,1% ZAMPARUTTI ELISABETTA: LA ROSA NEL PUGNO - 207 - 0,3% FONTE Ansa

lunedì 18 novembre 2013

Elezioni regionali. Gianni Fabbris non vota al seggio di Corso Pandosia



POLICORO – La disaffezione verso la politica ha raggiunto percentuali quasi simili a quelle dei votanti, però recarsi alle urne ed esercitare il diritto al non voto, che equivale al rifiuto di uno dei diritti più importanti per i maggiorenni, suona come un vero e proprio anatema verso la classe politica regionale uscente ed entrante. Così domenica sera alle 18:00 Gianni Fabbris in rappresentanza del Comitato in difesa delle Terre Joniche ha messo in atto una protesta formale e sostanziale che la presidentessa del seggio 11 di Corso Pandosia in Policoro, sede della scuola primaria Giovanni Paolo II, Sansovini ha dovuto mettere a verbale. Non si tratta di un’astensione al voto ma di un vero e proprio ripudio ad esercitarlo perché nessun rappresentante politico del materano lo merita, è stata la motivazione di Fabbris. Infatti dopo l’alluvione di inizio ottobre nessun provvedimento a favore degli alluvionati nella fascia jonica è stato preso dalle istituzioni e dopo la mobilitazione dell’altro giorno, in piena campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale, ribadisce un impegno preciso ed imminente delle istituzioni. Fabbris è entrato nel seggio portando un collare dovuto ad un incidente stradale e non conseguente a nessuna intemperanza delle sue numerose proteste. Nel seggio c’era una calma piatta, come quella che ha accompagnato i votanti fino a quell’ora per tutta la giornata, e ad attenderlo i componenti: sei in tutto. Alla consegna della scheda Fabbris si è rifiutato di ritirarla adducendo le motivazioni di cui sopra. Insieme a lui, come ci ha comunicato egli stesso qualche minuto prima di entrare nel seggio, altre 500 schede circa di agricoltori e componenti del Comitato avrebbero fatto lo stesso al altri Comuni della regione per dare più forza alla protesta e non essere nuovamente beffati una seconda volta, come nel 2011. La piattaforma rivendicativa in estrema sintesi prevede la nomina di un Commissario straordinario neutro non riconducibile né a politici lucani né pugliesi, lo stanziamento di risorse economiche sia da fondi regionali che nazionali per il ripristino di opere pubbliche danneggiate dalla calamità e un risarcimento vero verso quelle famiglie danneggiate dalle piogge torrenziali. Infine la definizione di un perimetro geografico di quei territori realmente danneggiati senza includere, come in passato, sempre a parere di Fabbris, paesi che nulla avevano a che spartire con i danni. Insomma per farla breve occorrono soldi, di parole se ne sono dette tante. E a dimostrazione dello stato di abbandono del territorio compreso tra Taranto e la Calabria jonica a piovere sul bagnato è proprio il caso di dirlo c’è stata l’esondazione del fiume Sinni: “Abbiamo più volte denunciato in questi anni come questo territorio abbia bisogno di una forte, energica e pianificata azione di messa in sicurezza dei bacini fluviali e dalla rete di canali che dovrebbero assicurare la bonifica del territorio”, conclude Fabbris.

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)

domenica 17 novembre 2013

Tentano di rubare cavi di rame. I Carabinieri arrestano due fratelli




I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia  di Policoro, al termine di un’operazione finalizzata al contrasto dei reati contro il patrimonio hanno tratto in arresto  d. P. (classe 1977) e d. P. (classe 1974), entrambi disoccupati con pregiudizi di polizia, nella flagranza del reato tentato di furto di cavi elettrici della pubblica illuminazione. I militari del dipendente Nucleo Operativo e Radiomobile, dopo  l’arresto dello scorso mese a carico di un cittadino policorese sorpreso e arrestato  nella  flagranza del delitto di furto ai danni di un noto Bar – Caffetteria di questo centro, hanno conseguito un ulteriore  brillante successo investigativo nel campo del contrasto al fenomeno dei reati contro il patrimonio, traendo in arresto   due germani policoresi mentre tentavano di asportare 50 (cinquanta) metri circa di cavi elettrici della pubblica illuminazione in questa Zona Artigianale. Infatti, nella prima mattinata del 14.11.2013,  alle ore 13.00 circa, i militari, nel corso di un servizio di controllo del territorio svolto con autovettura con colori d’istituto nel centro urbano di Policoro, appositamente predisposto per monitorare il fenomeno che da qualche mese affligge il territorio, hanno sorpreso i citati d. P. (classe 1977) e d. P. (classe 1974), mentre recidevano diversi cavi di rame. I due si erano portati nella zona artigianale a bordo di una vettura di un conoscente ed attrezzati con numerosi utensili atti allo scasso, tra cui una  cesoia, forbici da elettricista, un palanchino artigianale, una motosega, nonché  un’accetta. Pertanto, alla luce dei fatti constatati nella flagranza, i militari traevano in arresto i due germani che espletate le formalità di rito venivano tradotti in regime di arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni in attesa del giudizio di convalida dell’arresto su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale di Matera, Dr.ssa  Anna Franca VENTRICELLI. Successivi approfondimenti investigativi consentivano ai militari di rinvenire e sottoporre a sequestro ulteriori 170 (centosettanta) metri di cavi di rame asportati dalla pubblica illuminazione di Policoro nelle vie Monviso e Monginevro, fatti  occorsi verosimilmente nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2013, accertando responsabilità in ordine al furto a carico dei medesimi germani e per il delitto di ricettazione a carico del titolare e del responsabile tecnico di una società locale di autodemolizione. L’operazione  certifica, ancora una volta, l’incessante impegno dell’Arma nell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio nel Comune di Policoro, con particolare attenzione  al contrasto ai reati contro il patrimonio.

Presentato il dossier immigrazione in Basilicata

POLICORO – Mercoledì 13 novembre nella biblioteca “Massimo Rinaldi” del centro jonico è stato pubblicato il dossier statistico immigrazione 2013 dell’Istat da parte del sociologo Rocco Di Santo, per conto dell’area welfare dell’ente di formazione Enfor. Dalla relazione è emerso che all’inizio del 2013 gli stranieri residenti in regione sono meno di 15mila, lo 0,3% del totale nazionale, per un’incidenza sulla popolazione complessiva di appena il 2,6%, superiore in Italia solo a quelle di Sardegna (2,2%) e Puglia (2,4%). Rispetto al Censimento del 2001, che aveva contato in regione circa 3.400 stranieri, la loro presenza si è dunque più che quadruplicata e nel solo 2012 l’incremento è stato dell’11,6%, superiore al valore medio nazionale (8,2%). La distribuzione territoriale delle presenze mostra che il 53,4% degli stranieri residenti in regione abita nella provincia di Potenza (6.900 individui, di cui meno di 800 nel Comune capoluogo, mentre la parte rimanente vive nella provincia di Matera. I dati del Ministero dell’Interno, elaborati dall’Istat, sui non comunitari regolarmente soggiornanti in regione ne contano, al 1° gennaio 2013, poco più di 8mila; i titolari di un permesso di soggiorno di durata illimitata sono una minoranza (il 43,8%, corrispondente a circa 3.600 persone). I principali Paesi di cittadinanza dei non comunitari regolarmente presenti in regione sono l’Albania (oltre 1.700 soggiornanti, il 20,9% del totale), il Marocco (quasi 1.600, il 19,2%) e la Cina (quasi 1.000, l’11,8%). I dati Istat sulla popolazione straniera residente (comprensiva dei comunitari) al 1° gennaio 2011, indicano la collettività romena come quella più numerosa in Basilicata, con oltre 6mila cittadini. Il IX Rapporto del Cnel sugli Indici di integrazione degli immigrati in Italia colloca la Basilicata al 18° posto della graduatoria delle regioni a più alto potenziale di integrazione degli immigrati ma ridotta capacità di attirare e trattenere stabilmente al proprio interno gli stranieri presenti in Italia: con un indice di attrattività di appena 16,9 su scala 1-100 (fascia minima), risulta anche stavolta terz’ultima nella corrispondente graduatoria nazionale, precedendo solo Sardegna e Campania. Appare migliore la capacità di inserimento sociale con la collocazione della Basilicata nella graduatoria al 16° posto con un valore (45,8 su scala centesimale) che la fa rientrare tra le regioni di fascia media. Il dato, però, si spiega anche con l’elevato numero di assunzioni che caratterizza un’area a fortissimo impiego stagionale degli immigrati, soprattutto in agricoltura. Alla luce delle difficili condizioni di lavoro dei braccianti, il recupero delle abitazioni presenti nel territorio rurale lucano, finalizzato a fornire una sistemazione dignitosa ai residenti stranieri, e gli interventi diretti alla loro integrazione sociale e lavorativa costituiscono indubbiamente azioni positive da imitare in altre aree agricole con forte presenza di migranti. Nell’attuale scenario economico-finanziario, in cui le imprese chiudono e i lavoratori, insieme alle loro famiglie, versano in condizioni sociali seriamente critiche, l’agricoltura risulta essere l’unico settore ad aver registrato un saldo occupazionale positivo per gli immigrati, che costituiscono una risorsa sempre più indispensabile in questo campo, anche a livello nazionale. La questione dello spopolamento delle zone rurali riguarda, infatti, molte altre aree e regioni della Penisola. Si tratta di un fenomeno che, se da una parte può causare la perdita dei valori socio-culturali e identitari legati “alla terra”, dall’altra parte impoverisce il territorio di un patrimonio socio-economico importante. È per questo che, tra le varie azioni da promuovere per contrastare lo spopolamento, va appunto raccomandata l’inclusione sociale degli immigrati, in quanto consente non solo di ripopolare le aree abbandonate, ma soprattutto di dinamizzare l’economia del territorio e arricchire la regione con nuove lingue, culture e identità. In alcune aree italiane, la presenza degli immigrati, anche se scarsamente significativa in numeri assoluti, è comunque importante sia per la sua incidenza demografica, sia – e specialmente – per la capacità di ridare vitalità al tessuto sociale: è per questo che il rapporto tra terra, lavoro e migrazioni è stato posto alla base del progetto di sviluppo rurale promosso dall’Ases e dalla Cia, di cui si è voluto dar conto mercoledì scorso.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)


sabato 16 novembre 2013

Verso le elezioni regionali. L’importanza per Policoro di confermarsi in Consiglio regionale

Il 17/18 novembre si vota per il rinnovo del Consiglio regionale tre anni dopo le elezioni del 2010. Lo scandalo rimborsopoli ha costretto Vito De Filippo (centro sinistra) alle dimissioni anticipate. Fino a cinque giorni dal silenzio elettorale almeno nella città jonica il clima elettorale non si è proprio sentito. Sedi di partito chiuse, comitati semi vuoti, comizi pochi e, cosa più grave, nessun programma. Non circolano nemmeno pieghevoli e fac simile di schede. Insomma la politica è veramente caduta in basso. Fatta questa premessa, che non è certamente un buon viatico per la prossima legislatura se queste sono le premesse, cerchiamo almeno di salvare la rappresentanza in via Anzio. Infatti con la riduzione a 20 dei consiglieri regionali è quanto mai necessario che la quarta/quinta città su 131 Comuni della Lucania non perda il seggio a Potenza. Questa buona pratica è stata inaugurata nel 2000 da Antonio Di Sanza e poi continuata fino ai giorni nostri, fortunatamente, facendo chiudere questa legislatura regionale con addirittura due consiglieri: Paolo Castelluccio (Pdl) e poi il ripescato al posto di Vincenzo Viti, lo stesso Antonio Di Sanza (Pd). In questa tornata elettorale 6 sono i candidati consiglieri che di seguito, in ordine alfabetico, elenchiamo con un breve profilo politico.
Castelluccio Paolo (Pdl-centro destra). E’ un uomo di partito. Fin dalla nascita di Forza Italia si è schierato al fianco di Silvio Berlusconi e lì è rimasto nonostante la scissione del 2006 a Policoro con il gruppo di Antonio Di Sanza che ha scelto altri lidi. In periodi di transumanze la coerenza è un valore prezioso.
Labriola Francesco (Pd-centro sinistra). Ha maturato una buona esperienza amministrativa di quasi 8 anni come assessore provinciale e consigliere comunale di opposizione di lungo corso. Si è dimesso nei giorni scorsi, perché candidato alla Regione, per lasciare il posto ad un altro componente del Pd. Un bel gesto visto che le dimissioni in Italia sono un optional. Anche per lui vale il discorso di cui sopra: un percorso politico lineare.
Lasalandra Giovanni (M5Stelle). E’ un uomo nuovo. Mai candidato, almeno nel centro jonico, si è distinto negli ultimi tempi per il suo impegno civico contro le trivellazioni in mare, sulla terraferma e ogni forma di imbruttimento ambientale.
Lopatriello Nicolino (Mir Samorì-centro destra). Sindaco degli ultimi anni di Policoro. Allergico ai partiti, e di questi periodi è un punto a suo favore vista la scarsa credibilità che hanno, si è caratterizzato per le sue battaglie in difesa della città jonica e di tutto il comprensorio, a partire dal quelle contro le scorie del 2003. E’ uno che non si fa pregare due volte quando c’è da scendere in piazza.
Ripoli Antonio (Realtà Italia-centro sinistra). Anche a lui non piacciono le etichette dei partiti. Però è uno che fa il partito. Nelle ultime tre tornate amministrative ha conseguito un ottimo successo di voti: quasi 200. Da presidente del Consiglio comunale nel 2006/2008 si è ben comportato. E’ vicino ai ceti sociali più deboli anche in virtù della sua professione di sindacalista autonomo.
Vetere Carmine (Lista del presidente Pittella-centro sinistra). Consigliere comunale di minoranza nei suoi interventi si intravede un modo di fare politica diverso rispetto agli altri. Sempre pacato e propositivo. Non perde mai le staffe e riesce ad interloquire con tutti su tanti argomenti.
Per correttezza citiamo anche due policoresi di “adozione”. Il preside del liceo “E. Fermi” di Policoro, Leonardo Giordano (Pdl-centro destra), politico di grande esperienza avendo svolto il ruolo di sindaco di Montalbano Jonico: persona onesta, coerente e disponibile.
Vincenzo Ruggiero (Mir Samorì). Lo si vede spesso in città. Persona sempre in mezzo alla gente, gioviale e non si sottrae mai al dialogo. Amministratore di Valsinni, attualmente, è già stato per una legislatura e mezza nei Palazzi della politica regionale.

Gabriele Elia


venerdì 15 novembre 2013

Consorzio di Bonifica. Benedetto minaccia i dipendenti

POLICORO – “C'è grande sgomento e incredulità per l'incursione dell’assessore Regionale all’Agricoltura, Nicola Benedetto, candidato al Consiglio della Regione Basilicata, avvenuta nel corso dell’assemblea di lunedì 11 novembre dei lavoratori del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, riuniti per protestare per il mancato pagamento degli emolumenti da oltre due mesi”. E’ quanto sostengono i lavoratori della Flai Cgil-Filba Uil. “Infatti Benedetto –continuano- ha pesantemente redarguito le Rappresentanze Sindacali Aziendali, accusandole direttamente della mancata stabilizzazione del personale precario, dimenticando che non più tardi di qualche mese egli stesso, intervenendo ad un incontro presso il Consorzio di Matera con le medesime RR.SS.AA per definire le modalità e risorse necessarie alla stabilizzazione di detto personale, aveva dichiarato che l’assessorato all’Agricoltura e la Regione Basilicata non disponevano di risorse a tale titolo. Contestualmente l’Amministrazione consortile, per le precarie situazioni di bilancio, non dava alcuna disponibilità per le sollecitate stabilizzazioni. Orbene non si comprende come Benedetto possa scaricare tale responsabilità, evidentemente anche in capo al massimo organo politico da lui rappresentato, sulle RR.SS.AA., le quali, da anni sollecitano la stabilizzazione di tale indispensabile personale. I lavoratori del Consorzio di Bonifica di Matera, contestano con fermezza l’atteggiamento posto in essere dall’assessore regionale, in particolare perché, con fare quasi minaccioso, ha comunicato pubblicamente a tutti i lavoratori del Consorzio di Bonifica di Matera, che per accordi politici di alto rango, lo stesso sarà comunque per i prossimi cinque anni l’assessore all’Agricoltura di questa Regione. I lavoratori del Consorzio di Bonifica di Matera, chiedono inoltre conto all’assessore Benedetto del mancato rispetto degli impegni assunti nei confronti del Consorzio di Matera, in materia di pagamento di fatture Enel. La stessa Enel infatti minaccia il taglio della fornitura elettrica alle sedi consortili, come fra l’altro è già accaduto in passato”.
G.E.


giovedì 14 novembre 2013

Premio Optime al policorese Claude

POLICORO - Il policorese Paul Leonardo Claude ha ricevuto a Torino il premio “Optime” che l'Unione Industriale di Torino offre agli studenti eccellenti provenienti dalle facoltà' dei due Atenei torinesi. In tutto i partecipanti sono stati 247. P. L. Claude si è laureato con 110 e lode in ingegneria meccatronica, unico nella sua branca,  e dopo il conseguimento di questo prestigio attestato entrerà cosi' a far parte del Club Optime, attraverso il quale avrà la possibilità' di confrontarsi con protagonisti del mondo dell'industria, della politica e dell'informazione. Per sottolineare le grandi attese che vengono riposte nei confronti dei giovani e del loro ruolo nella modernizzazione del Paese, prima della consegna dei riconoscimenti si e' tenuta una tavola rotonda dal titolo "Il futuro dei giovani e del lavoro e' legato alla formazione di qualita'". Scopo del Premio è quello di far entrare in contatto con le imprese i migliori 'cervelli' torinesi e soprattutto fare in modo che i meritevoli italiani non fuggano all'estero per trovare lavoro! Il Premio Optime è un riconoscimento al merito che ogni anno, dal 1995, l’Unione Industriale di Torino, in collaborazione con l’Università degli Studi ed il Politecnico del capoluogo piemontese, assegna ai neolaureati che si sono maggiormente distinti negli studi. I nominativi dei premiati sono individuati da apposite giurie espresse dalle varie facoltà e presiedute dai rispettivi presidi. Un importante riconoscimento per il giovane policorese che sicuramente da lustro non solo alla città jonica ma anche a tutta la nostra Regione Basilicata. Tanta la soddisfazione della famiglia che vede in questo riconoscimento il giusto premio ai tanti sacrifici affrontati.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)



Consorzio Bonifica Matera, lavoratori su bollette Enel

I lavoratori del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto di Flai Cgil e Filba Uil chiedono in una nota all’Assessore all’Agricoltura della Regione Basiluca il rispetto degli impegni assunti nei confronti del Consorzio, in materia di pagamento di fatture Enel. La stessa Enel – si legge nella nota - minaccia il taglio della fornitura elettrica alle sedi consortili, come fra l’altro è già accaduto in passato.

Innovazione e ricerca, Centro Enea Trisaia in Cina da 14 a 16/11

Il Centro Enea della Trisaia sarà presente in Cina, a Pechino dal 14, 15 e 16 novembre in occasione di due eventi: la VII edizione del Sino Italian Exchange Event e la IV edizione del China Italy Innovation Forum. In questo contesto oltre a convegni ed iniziative di promozione, si terranno incontri one-to-one finalizzati a promuovere accordi commerciali ed industriali su prodotti e servizi sviluppati nel nostro paese. I principali settori  di interesse sono: smart cities, chimica verde, trasporti, tecnologie e innovazione per l’ambiente e il territorio. E’ quanto si legge in un comunicato del Centro Enea della Trisaia. “L’obiettivo – si legge nella nota è quello di promuovere le tecnologie innovative sviluppate negli ultimi anni nel Centro di ricerca lucano sulla chimica verde, i nuovi materiali, le biomasse e  le smart cities. Fra i momenti più importanti delle tre giornate il workshop sulle Smart Cities  che prevede anche un  confronto  delle  città innovative – smart cities – italiane e cinesi; la presentazione dei programmi italiani che sostengono gli spin off di ricerca, le start up innovative ed i giovani talenti con l’obiettivo di attrarre investimenti cinesi in Italia e supportare l’internazionalizzazione delle imprese innovative italiane e le sessioni sulla chimica verde, i nuovi materiali  e le biomasse.



mercoledì 13 novembre 2013

Messa in ricordo delle vittime della strada

POLICORO – L’associazione “Angeli della strada” di Mario Rubino come di consueto ogni anno in occasione della giornata europea delle vittime di incidenti stradali promuove una manifestazione di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale. Domenica 17 novembre alle 10:30 presso la chiesa Buon Pastore del centro jonico sarà celebrata una solenne Messa da parte di Don Salvatore De Pizzo, parroco dell’omonima parrocchia sita nel quartiere Italia (II Piano di zona). “E’ inutile –dichiara Rubino- evidenziare, cosa che faccio da anni, che le tante, purtroppo, perdite di vite umane che Policoro ha registrato nel tempo non ci debba lasciare indifferenti e debba essere da monito per tutti che la prudenza non è mai troppa quando si è alla guida di veicoli a motore, e anche quando si cammina a piedi bisogna rispettare la segnaletica e il codice della strada. Questa iniziativa, insieme a tante altre, compresa quella di settembre che ogni anno organizzo, va proprio nella direzione di non dimenticare chi non c’è più. Il mio messaggio, che poi credo sia quello di coloro i quali ci guardano da lassù, è: siate sempre attenti e lucidi mentalmente quando si guida”.

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)

Campo nomadi permanente nella zona Lido

POLICORO – “A rieccoli”. E’ proprio il caso di dirlo. Al peggio non c’è mai rimedio. Nel ponte di “Tutti i Santi” li avevamo trovati nello spiazzo di via Mascagni, meglio conosciuto come il parcheggio a ridosso del centro visite e oasi del Wwf. Poi da lì sono spariti per ritornare dove? Di nuovo sul lungomare centrale, spesso posto e stessa area: primo parcheggio a destra. Solo che questa volta i nomadi sono stati un po’ più furbi e si sono collocati sulla strada perpendicolare, parallela a quella centrale, più nascosta di quella trafficata ma ugualmente visibili. Tanto da attirare l’attenzione di qualche passante il quale giovedì 7 ottobre li ha visti addirittura intorno ad un falò come se stessero celebrando un rito satanico o pronti al sacrificio di un animale in nome di chissà quale divinità. E subito dopo la segnalazione ci siamo recati sul posto, a distanza di sicurezza, e il riscontro è stato esattamente uguale alla segnalazione. Non facevano nulla di male per carità, però se le fiamme del falò si fossero propagate chissà cosa sarebbe successo in mezzo alla pineta. Proprio quel polmone di verde più volte violentato dalla mano dell’uomo che nel tempo è diventato, purtroppo, bersaglio privilegiato di chi appicca gli incendi a prescindere se c’è dolo o meno. Dov’è la prevenzione? Ci sarebbe se un’apposita ordinanza del 2011 fosse fatta rispettare e invece i gitani considerano Policoro ormai come casa loro. Infatti si sono fermati, sempre a ridosso della Duna centrale, per tutta la settimana e quando siamo ritornati sul luogo sabato 9 li abbiamo rivisti nella loro ormai zona franca. Roulotte ferme, macchine, sedie a sdraio, tavoli e gli immancabili fili stendi panni fatti asciugare al sole. Per chi passa da quelle parti non è un belvedere. Sempre nella giornata di sabato in tarda mattinata gli schiamazzi si sentivano anche dalla rotonda, per non parlare poi del fatto che girano alla ricerca di cosa? Nessuna discriminazione sia ben chiaro però se le roulotte da tre/quattro dovessero diventare di più per effetto dal passaparola allora si che bisognerebbe drizzare le antenne e stare in guardia: la prevenzione non è mai troppa.

Gabriele Elia

(fonte il Quotidiano della Basilicata)