giovedì 20 dicembre 2012
Luigi Cappucci riconfermato presidente dell’associazione podistica amatori
POLICORO
– Sull’onda del successo della corsa su strada “StraHerakleia” del 2 dicembre
dove hanno gareggiato 270 corridori con 250 che hanno tagliato il traguardo, il
patron della maratona più famosa della Lucania, Luigi Cappucci, fondatore
dell’associazione podistica dilettantistica amatori, ha radunato nei giorni
scorsi i suoi iscritti per rinnovare le cariche sociali. “Il mio intento era
quello di lasciare il testimone a forze fresche della mia associazione. Ci sono
donne e uomini in grado di portare avanti le iniziative del sodalizio,
ovviamente dietro la mia supervisione. Credo che nella vita le motivazioni
contino molto, e io pur avendo dato tanto per questo sport, l’atletica, sentivo
la necessità di cedere la presidenza a chi ne avesse di più di me. Il rinnovamento
porta, in genere, nuova linfa e stimoli diversi. Durante la discussione però i
miei soci hanno voluto la mia riconferma a tutti i costi perché mi ritengono la
persona più adatta per continuare a guidare l’associazione. Io li ringrazio per
la stima e la fiducia manifestatami e continuerò insieme a loro a lavorare per
la crescita sia dell’atletica che dell’immagine positiva della nostra città che
la StraHerakleia ormai diffonde ogni anno”. Ecco i nomi del nuovo
direttivo:
presidente
Luigi Cappucci; vice presidente Adelaide Sergio Porsia; segretario Egidio
Cirigliano; consiglieri Vito Domenico Abatiello; Gaetano Rinaldi; Pietro Di
Nardi; Mario Corrado. Per la prima volta
l’associazione si avvale della presenza nel direttivo di una quota rosa con la
nomina a vice Presidente di Sergio Porsia Adelaide, mentre rimane confermato
come medico il Dr.Marco Settimelli.
Gabriele
Elia
Fonte
Il
Quotidiano della Basilicata
Il terrore della dittatura militare di Videla e l’emigrazione in Argentina raccontati da Nicola Viceconti
POLICORO – Nicola Viceconti è uno
scrittore di origini lucane e nella serata di sabato 15 dicembre presso l’hotel
residence “Heraclea” del centro jonico ha raccontato alla platea dei presenti
gli orrori della dittatura di Videla, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, in
Argentina attraverso dei filmati e soprattutto con i suoi tre libri, uno dei
quali è invece un romanzo sull’emigrazione nel Paese sudamericano, una delle
mete privilegiate degli italiani e dei lucani che nel primo dopoguerra con la
famosa valigia di cartone hanno lasciato il Belpaese per mettere radici forti
in Sudamerica, dov’è presente una delle comunità lucane più numerose tra gli
oltre un milione che sono emigrati in tutto il mondo. “Nora Lopez detenuta N84”
ha vinto il prestigioso premio “Inedito 2012” al salone del libro di Torino e
insieme a “Due volte ombra”: “Sono romanzi –racconta Viceconti- frutto di una
intensa ricerca e testimonianza delle condizioni di vita di tanti desaparecidos
perseguitati durante la dittatura militare di Videla perché non allineati al
regime. Molti di loro sono stati torturati, con la complicità anche di quasi la
totalità della società civile, compresa una parte della chiesa. Tante le mamme
in gravidanza che dopo aver messo alla luce un bambino/a sono sparite e i loro
aguzzini sono diventati i genitori adottivi per portare avanti il progetto di
pulizia ideologica. I più fortunati sono stati liberati dai militari, i quali
con questo gesto seminavano il terrore tra la popolazione interessata proprio
perché i liberati, a loro insaputa, diffondevano il “credo” del regime e le
pene da espiare per chi non era omologato”. Questi due libri sono un trattato
sui diritti umani violati e contro i crimini sull’umanità perpetrati nel tempo
e purtroppo ancora attuali in molte zone del mondo: “A partire dagli inizi
degli anni ’80 –continua Viceconti- con i ritorno alla democrazia e libere
elezioni vinte dal presidente Alfonsìn, piano piano l’Argentina è ritornata
alla normalità; però solo a 25 anni di distanza dalla dittatura stanno venendo
a galla le responsabilità dopo i relativi processi. Sono ben 920 gli ergastoli
comminati dalla magistratura argentina contro i torturatori. Oggi quel passato
difficilmente potrà ritornare con quelle stesse modalità, ma c’è un’altra forma
di dittatura, più soft, dalla quale ci dobbiamo difendere: quella dei poteri
economici, finanziari e bancari che con la loro forza possono isolare intere
nazioni dal contesto internazionale proprio come l’embargo nel diritto
internazionale. Però non mancano forme di protesta impensabili negli anni del
potere militare (1970 ndr) come la rete informatica con i suoi scambi di
informazione e comunicazione in tutto il globo. E abbiamo avuto una conferma della
loro forza con le sommosse in Maghreb negli ultimi tempi”. Di tutt’altro
genere, ma sempre ambientato in Argentina, il libro: “Campansita”, in cui il
filo conduttore è l’emigrazione. Ambientato nel 1926 narra la storia di
fantasia di un emigrante di Acerenza (Potenza) che, ricoverato in Argentina,
racconta ad un’infermiera di un amico che aveva abbandonato il figlio. Un libro
sulla ricerca dell’identità perduta per tanti discendenti di emigranti lucani
che è stato anche oggetto di un cortometraggio di Alfredo Santucci: “Hablar
alla luce del sole” ambientato in Val d’Agri dove uno dei protagonisti ritorna
per conoscere la propria terra natia. L’appuntamento culturale è stato
organizzato dall’associazione presidio del libro “Magra Grecia” della
direttrice della biblioteca cittadina, Angela Delia, e ha visto la
partecipazione anche dell’assessore comunale alla Cultura Massimo Scarcia e del
presidente dimsissionario della Commissione regionale lucani Antonio Di Sanza; inoltre
è stata intervallata dai classici balli argentini. Primo fra tutti il Tango.
Gabriele Elia
Fonte
Il Quotidiano della Basilicata
mercoledì 19 dicembre 2012
Trivelle Jonio :cittadini e istituzioni firmano il trattato di HeraKleia contro le trivellazioni in terra e mare
POLICORO – Il comitato No Triv. nello Jonico a
margine della manifestazione dello scorso 17 dicembre a Policoro fa il punto
della giornata: “C’è stata una grande manifestazione democratica e civile a
Policoro (Mt) contro le trivellazioni petrolifere in terra e mare.
Cittadini, associazioni, studenti e istituzioni locali. hanno sfilato in
6000 lungo le vie della città d'Ercole. Nella grande struttura del PalaErcole
di Policoro c’è stata una lezione di alto profilo sul petrolio e i rischi
collegati alle estrazioni petrolifere da parte della prof. MariaRita
Dorsogna (ricercatrice presso l’università della California di Los
Angeles). E’ stata una grande manifestazione unitaria e storica dove hanno
sfilato a fianco dei cittadini i comuni pugliesi, lucani e calabresi, la
provincia di Cosenza, Potenza, Matera e la regione Puglia con il presidente del
consiglio regionale Introna. Grande assente ingiustificata è stata la Regione
Basilicata (Il presidente De Filippo ha perso un’occasione per ascoltare e
dimostrare interesse le istanze dei cittadini). Una classe politica dirigente
(quella lucana) poca attenta ai bisogni delle popolazioni e che contrariamente
alle vocazioni del territorio ha fatto delle estrazioni petrolifere in terra
ferma una politica regionale che ha prodotto solo disastri economici e
ambientali (in 15 anni siamo diventati più poveri e più inquinati). Sulla
questione trivelle nello jonio ribadiamo che ci sono precise responsabilità dei
parlamentari lucani, calabresi e pugliesi che hanno appoggiato il decreto
Crescitalia del ministro Passera. Chi ha votato, firmato o semplicemente
approvato anche nelle commissioni industria e/o ambiente senza battere ciglio,
gli emendamenti energetici è responsabile di quello che sta accadendo oggi nei
comuni jonici. La democrazia è partecipazione e condivisione delle
scelte , oggi cittadini e istituzioni hanno siglato il protocollo di
HeraKleia (l’antica città greca dove oggi sorge Policoro) ,un
protocollo che impegna le istituzioni presenti con i comitati cittadini a
contrastare le trivellazioni in terra e mare nel golfo di Taranto e a
stabilire percorsi di sviluppo sostenibile. Sostenibilità è trarre
benefici dall’ambiente senza intaccare il futuro delle prossime
generazioni, è stato questo il messaggio del movimento studentesco jonico
fatto oggi alle istituzioni presenti. Cambiando le leggi in
materia energetica potremo avere sostenibilità e tutela degli interessi dei
cittadini (non quelli delle compagnie petrolifere). Cambiando le regole
ambientali e d economiche sulle estrazioni petrolifere così come
avviene in altre parti del mondo (dagli U.S.A alla Norvegia) i petrolieri
andranno via dai nostri territori da soli. Questo è solo l’inizio di una grande
battaglia di civiltà che le comunità joniche hanno intrapreso per difendere il
proprio futuro”.
Policoro, sindaco Leone su 'No a trivelle nello Ionio'
“Oltre 5.000 persone hanno
sfilato il 17 mattina in corteo tra le strade della Città di Policoro,
epicentro di una manifestazione pacifica che ha coinvolto ben tre Regioni,
Puglia, Basilicata e Calabria, per dire no alle trivelle sullo Jonio. Oltre 50
amministratori della costa ionica salentina, lucana e calabrese hanno marciato
lungo via Siris per raggiungere il Palaercole dove la prof.ssa Maria Rita
D’Orsogna, fisico, professore associato presso il Dipartimento di Matematica
della California State University di Los Angeles, ha tenuto una relazione
tecnico-scientifica sui rischi derivati dalle trivellazioni in mare”. E’ quanto
si legge in un comunicato del comune di Policoro. Diversi i rappresentanti lucani
che hanno partecipato. A margine dell’incontro è stato sottoscritto il
Protocollo di Herackleia stipulato “per concordare ed attuare interventi ed
azioni necessarie a scongiurare qualsiasi attività di ricerca e di estrazione
di idrocarburi liquidi o gassosi nel mar Jonio e sulle aree dell’entroterra,
nello specifico, si oppongono fornendo parere contrario alle undici istanze
presentate da sei compagnie petrolifere e a tutte le altre richieste che in
futuro tenteranno di essere approvate. Tale parere contrario si fonda sulla
convinzione che tali attività, di ricerca e/o estrattive, comportano la
definitiva compromissione delle possibilità di sviluppo turistico del litorale
Jonico, la compromissione dello sviluppo agricolo delle aree interne, nonché un
impatto ambientale rilevante”. Nel Protocollo di Herakleia è inoltre
specificato che gli Enti partecipanti “…si impegnano nelle proprie sedi
istituzionali a predisporre atti idonei a formalizzare parere negativo alle
richieste di permessi di ricerca ed estrazione sui propri territori o nelle
acque prospicienti i propri litorali; i Comuni, in particolare, si impegnano a
fornire la massima collaborazione e trasmissione di conoscenze tecniche e
specialistiche, provenienti anche dalla società civile al fine di predisporre
osservazioni e pareri idonei, nei termini di legge, ad opporre la concessione
da parte della Regione di competenza di Valutazione di Impatto Ambientale
favorevole”. “Un grande risultato dal grande spessore scientifico e
istituzionale - ha commentato il primo cittadino di Policoro, Rocco Leone.
Quello di oggi - è solo l’inizio di un percorso condiviso che continueremo a
percorrere al fine di salvaguardare la nostra costa, le nostre specificità, il
nostro mare. Un ringraziamento – prosegue Leone – va alle associazioni che
hanno creduto in questa manifestazione. Con i sindaci intervenuti – conclude il
primo cittadino di Policoro - abbiamo intenzione di organizzare, non appena il
tempo lo permetterà, una grande regata a vela che partirà dal Porto di Gallipoli
e attraverserà tutto il Golfo di Taranto per raggiungere Crotone”. Intanto, il
prossimo 8 gennaio, alle ore 10, presso la Sala Consiliare della Città di
Policoro si terrà il Direttivo regionale Anci per esprimere formalmente la
posizione dei Sindaci della Regione Basilicata nell’ambito della formale
procedura di impatto ambientale avviata dal Ministero.
martedì 18 dicembre 2012
Manifestazione a Policoro. Tre Regioni dicono no alla trivelle nello Jonio
POLICORO – Imponente la manifestazione indetta da
amministratori locali e associazioni contro l’ipotesi di trivellazioni in mare
delle multinazionali del petrolio per le ricerca di idrocarburi. Nella
mattinata del 17 dicembre da piazza Ercalea il corteo si è snodato per le vie
della città. Dell’oro nero non vogliono nemmeno sentire parlare: «Chilometri
e chilometri di costa incontaminata che rischiano di essere deturpate
irreparabilmente» affermano i promotori della manifestazione. Oltre 50 i Comuni
che si affacciano sul Mar Jonio, dal Salento (Lecce) a Crotone, tre regioni presenti:
Puglia, Basilicata e Calabria e sei province: Matera, Potenza, Cosenza,
Crotone, Taranto e Lecce. Denunciano rischi che corrono suolo e sottosuolo
in ogni fase della filiera delle estrazioni: dall’esplorazione alla
trivellazione, dalla lavorazione degli idrocarburi ai conseguenti rischi per
l’ambiente e per la catena alimentare dovuti all’uso di sostanze tossiche.
Rischi che possono provocare persino fenomeni di abbassamento del suolo, di
erosioni della costa e alluvioni. «Multinazionali come la Shell e la
Appenine Energy srl (ma le richieste sono arrivate anche da Eni, Northem
Petroleum, Enel Longanesi) –dichiarano le associazioni- hanno inviato ai vari
Municipi della costa ionica e alle Regioni interessate le relative istanze per
la ricerca di gas e idrocarburi. Scelte energetiche di dubbia efficacia che
contrastano nettamente con la vocazione di un territorio; un vero e proprio
attacco al mare, alla sua biodiversità al suo impatto naturalistico, ma anche
al turismo e all’agricoltura di queste terre, indispensabili fonti per
l’economia delle Regioni del Mezzogiorno d’Italia». Tra i sostenitori della
manifestazione il Fai – Fondo Ambiente Italiano, Greenpeace, Legambiente, Wwf,
Federparchi, Ola Ambientalista, Anci, Coldiretti, Confagricoltura, C.I.A.,
Copagri, Amea, sigle sindacali, scuole di ogni ordine e grado. La protesta
nasce dal fatto che il Governo ha accentrato a sè le competenze in materia di
energia senza coinvolgere le popolazioni interessate. L'ennesima forzatura, un
atto coloniale, che ritarda l’utilizzo delle rinnovabili; oltre a pregiudicare
i settori strategici come l’agricoltura e il turismo. Tre le autorità
pubbliche c’era anche il presidente del Consiglio regionale della Puglia
Introna.
Latronico (Pdl): dare corso ad art. 16 Legge liberalizzazioni
"Sostengo con convinzione la posizione di contrarietà espressa dai consigli comunali del metapontino, dalle associazioni professionali ed ambientaliste, da larga parte della società del comprensorio, perché i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente neghino il permesso per le esplorazioni minerarie a largo della costa ionica lucana, pugliese e calabra". Lo ha dichiarato il senatore del Pdl, Cosimo Latronico. "Alla base di questa posizione non ci sono pregiudizi ideologici quanto una valutazione di puro buon senso che attiene al rispetto del delicatissimo equilibrio ambientale che verrebbe coinvolto dalle attività di ricerca mineraria in mare, in un distretto con una consolidata vocazione turistica ed alla considerazione del grande contributo energetico che già oggi la Basilicata offre al fabbisogno nazionale a ragione delle concessioni minerarie in essere. Piuttosto che rilasciare nuovi permessi di ricerca, il Governo nazionale ha il dovere - ha aggiunto Latronico - di adempiere gli impegni già assunti con i lucani per le estrazioni in corso, dando attuazione alle previsioni dell'“art.16” della Legge sulle Liberalizzazioni che impegna il Governo ad emanare i decreti ministeriali per definire quanto del gettito fiscale, generato dagli idrocarburi estratti, debba essere destinato al Fondo di Sviluppo permanente per la realizzazione di iniziative di tutela ambientale, di infrastrutture e di attività produttive nella nostra regione. In una telefonata ai sindaci di Policoro Rocco Leone, di Nova Siri, Pino Santarcangelo e di Montalbano Ionico, Enzo Devincenzis, ho assicurato il mio sostegno alle loro iniziative per ottenere tutta la necessaria attenzione dai Ministeri competenti per scongiurare rischi e pregiudizi per il nostro territorio".
I Gd contro le trivellazioni nello Jonio
La costruzione e l’implementazione di
un più avanzato, moderno e sostenibile modello di sviluppo, che tenga insieme
tutela dell’ambiente e crescita, col passare degli anni sta diventando sempre
più necessario.
L’esigenza di superare l’utilizzo dei combustibili fossili per la
produzione di energia, si colloca esattamente dentro questa necessità. La
Basilicata tutta, in questo sforzo, deve essere protagonista proprio per la
funzione che svolge e che ha svolto in questi ultimi anni come principale
bacino petrolifero del Paese.
Dire con forza no alle
perforazioni al largo delle coste ioniche e quindi a tutte le attività
connesse, è condizione necessaria anche se non sufficiente, affinché si possano
realmente creare le condizioni per poter avviare tal processo.
Indipendentemente dalla
complicata normativa che disciplina la materia e al di là delle già forti ed
articolate prese di posizione delle varie istituzioni locali, è fondamentale
che ogni lucano che crede nella necessità di tutelare le proprie coste
come fonte di reddito sostenibile nel tempo e alternativo alle eventuali
royalties delle estrazioni, oltre che come straordinario patrimonio naturale e
culturale, si spenda concretamente.
Per queste ragioni noi
Giovani Democratici di Basilicata, parteciperemo con forza alla grande
manifestazione di lunedì 17 Dicembre, contro le trivelle nello Jonio che si
terrà a Policoro.
Rifiuti: cinque arresti in Basilicata
Hanno percepito 4,5 milioni di euro in poco piu' di un anno (tra il 2010 e il 2011) dagli enti locali per smaltire i rifiuti solidi urbani e trasferirli nelle discariche della Basilicata, senza pero' trattarli prima del conferimento: cinque persone, di cui due di Policoro, sono state arrestate ieri dai Carabinieri (tre sono in carcere e due ai domiciliari), accusate a vario titolo di traffico illecito di rifiuti e associazione per delinquere. La vicenda si e' svolta tra ottobre 2010 e dicembre 2011.
Fonte
Ansa
lunedì 17 dicembre 2012
Trivelle in terra e mare: Il 17 dicembre parte la marcia della sostenibilità contro gli interessi dei petrolieri
Il
17 dicembre a Policoro parte la marcia della sostenibilità per salvare il mare e
la terra dalle trivellazioni petrolifere con sindaci, le associazioni e i
cittadini dello jonio appulo-lucano-calabrese.
Tutti sono invitati a partecipare e dare il proprio contributo di dee e di
tempo per fermare lo scempio ambientale delle nostre terre, del nostro mare e
per costruire un percorso culturale, sociale e politico di sostenibilità in
campo ambientale, economico ed energetico nel rispetto degli interessi dei
cittadini e non delle lobby dell’energia. In ballo c’e il nostro presente e il
futuro delle nuove generazioni.
Nel mar Jonio delle 11 istanze di ricerca petrolifere in itinere
sono già pervenute nei comuni jonici ben 4 istanze con relativo procedimento di
Valutazione d’Impatto Ambientale Ministeriale cui i comuni, province, regioni,
associazioni e cittadini dovranno opporsi. I 4 procedimenti arrivati nei comuni
riguardano 2 della Schell (D73 e D74) e 2 dell’Appennine Energy srl (la D1448 e
la D150). Le ultime 2 dell’Appennine Energy sono le trivellazioni sottocosta
attaccate alla battigia (vicino agli ombrelloni) e riguardano due tratti di
costa, da Nova siri a Metaponto in Basilicata e da Villapiana a Rossano in
Calabria. Sono ben 6 le compagnie petrolifere che vogliono mettere le mani sul
mar Jonio.Inoltre le istanze di ricerca petrolifera sulla terraferma a macchia
d’olio riguarderanno a breve tutti i comuni costieri da Manduria(Ta) a Rossano
Calabro (parte della Basilicata è già interessata).Da Nova siri(Mt) a Roseto
Capo Spulico(Cs) i comuni hanno già ricevuto i primi nuovi procedimenti su
terraferma.
All’assalto dei petrolieri e degli interessi delle lobby petrolifere sulle
nostre coste e sui nostri mari si contro-porrà la cultura civile e democratica
dei sindaci e dei cittadini per cambiare le leggi e le istituzioni che remano
contro i nostri territori. Se ci troviamo in queste condizioni, è colpa dei
parlamentari che appoggiando il governo Passera –Monti hanno dato il via libera
ai procedimenti per trivellare i nostri mari e delle regioni che autorizzano le
trivellazioni in terra ferma(Basilicata docet). Il petrolio poco e di bassa
qualità che si vuole estrarre nello Jonio non alzerà di molto i valori economici
di quello già estratto in terraferma in Basilicata che è appena il 6% del
fabbisogno nazionale (cioè appena 22 giorni di fabbisogno nazionale), non
giustifica il sacrificio delle popolazioni meridionali sottomessi agli interessi
delle multinazionali o delle incapacità istituzionali, che di nazionale hanno
ben poco. Come le società petrolifere che vengono a perforare: sono private e
non pubbliche e dunque fanno profitti e non partecipano alla riduzione del
deficit petrolifero nazionale perché vendono al miglior offerente il petrolio
estratto da noi. All'Italia forse non lasciano nemmeno il giusto ritorno di
tasse. Le leggi sono fatte a favore dei petrolieri e non dei cittadini. I
petrolieri alle condizioni attuali trivelleranno poco alla volta tutta l'Italia
con tutti i mari, perché non lasciano nulla ai territori e non hanno severe
regole ambientali così come accade in tutte le altre parti del mondo. Se
imponiamo condizioni politiche,sociali,economiche e ambientali come nel resto
del mondo diverso i petrolieri vanno via da soli.Alla fine i territori
diventeranno dei deserti con il richio di perdere l'acqua ,vera unica ricchezza
rinnovabile e non a termine .
Il 17 dicembre è solo l’inizio di un percorso che i cittadini dello Jonio
inizieranno nelle proprie comunità per fermare le lobby dei petrolieri ,la
cultura politica del sottosviluppo e per affermare nuovi modelli sostenibili e
compatibili con i territori .
Tutto esaurito al PalaErcole per i Pooh
POLICORO – Com’era
facile immaginare il concerto musicale dei Pooh, tour “Opera seconda”, tenutosi
nella serata del 13 dicembre presso il PalaErcole del centro jonico ha visto il
tutto esaurito. Già qualche ora prima dell’evento nelle biglietterie
autorizzate di Policoro trovare un ticket era quasi impossibile, e nemmeno i
cosiddetti “bagarini” sono riusciti a lucrare sulla voglia matta dei fans di
vedere dal vivo uno dei complessi più noti della musica italiana ed europea. I
posti nel polivalente di via Umbria erano “limitati” con il prezzo che
oscillava tra i 25,00 e 35,00 euro, queste ultime per le poltroncine sotto il
palco per un totale di oltre 2000 persone che hanno assistito al concerto e ai
brani del tipo: “Tanta voglia di Lei”, “Pensiero”, “Ci penserò domani”, “Chi
fermerà la Musica”.
domenica 16 dicembre 2012
Policoro, i Krikka Reggae in piazza il 17 dicembre contro trivelle
“Anche i Krikka Reggae
scendono in campo per difendere il mar Ionio. Il gruppo musicale scenderà in
piazza lunedì 17 dicembre a sostegno di tutte le amministrazioni ed
associazioni per dire “No alle trivelle sul Mar Ionio”. Lo rende noto
l’amministrazione comunale di Policoro. "La band lucana saluterà gli amici
amministratori ed ambientalisti domani sera, presso lo stand del comitato No
Triv Ionio di piazza Eraclea, nel cuore dei mercatini di Natale. Il sindaco
Rocco Leone continua a ricevere adesioni da parte delle amministrazioni
coinvolte, che hanno annunciato la loro presenza con fascia tricolore e
gonfaloni. “La nostra città – dichiara il primo cittadino – si trova al centro
dell’intera costa ionica: saremo onorati di ospitare tutte le amministrazioni
dello Ionio con l’unico scopo di difendere il mare, la nostra “ionicità; come
saremo onorati di fare da collante di tutti gli enti coinvolti a tutela della
nostra terra”.
Dal Consiglio comunale no unanime alle trivelle
POLICORO – Il Consiglio comunale
riunitosi nella serata di venerdì 13 all’unanimità ha votato l’ordine del
giorno con il quale si dice no alle trivellazioni sul territorio marino e
terrestre del circondario jonico. Tutti d’accordo dunque a tutelare mare, terra
e natura con tutto ciò che ne consegue in termini di ritorno economico e di
immagine. E per rimanere in tema lunedì 17 in mattinata ci sarà una grande
manifestazione, che sfocierà al PalaErcole, alla quale hanno aderito
Amministrazioni della Puglia e Calabria, anch’esse interessate alla questione,
poiché le concessioni vengono rilasciate dal Governo e l’Adriatico sembrerebbe
prossimo ad essere perforato.
Latronico (Pdl) su attività di ricerca nel mar Jonio
“La preoccupazione e la contrarietà espressa dai
sindaci, dai consigli comunali del Metapontino e da numerose associazioni
produttive ed ambientaliste, sulle richieste di attività di ricerca di
idrocarburi nel mare Ionio, va considerata con attenzione e rigore dai
ministeri competenti”. Lo ha dichiarato il senatore del Pdl, Cosimo Latronico.
“ Del resto la contrarietà e' motivata da preoccupazioni in ordine all'impatto
ambientale degli interventi ed alla vocazione prevalentemente turistica del
litorale ionico. La compatibilità ambientale che si dovrà verificare, non può
non tener conto anche dell'assetto produttivo del comprensorio su cui in questi
anni si sono realizzati ingenti investimenti nel settore turistico sia pubblici
che privati che sono in attesa di azioni di valorizzazione per dispiegare la
loro potenzialità economica e non già di altri elementi di criticità. Sena
dimenticare che la Basilicata con rilevanti estrazioni in terra ferma sta già
contribuendo in modo significativo al fabbisogno energetico nazionale. Sarebbe
piuttosto doveroso che il Ministero dello Sviluppo economico, prima di avviare
altre richieste che provocano un giustificato allarme tra le popolazioni,
provvedesse a realizzare gli impegni sottoscritti dal governo nazionale con la Regione
Basilicata, in occasione della stipula del memorandum, emanando i decreti
ministeriali che riconoscono, per effetto dell'art.16 del dl sulle
liberalizzazioni, un dividendo fiscale alle regioni produttrici di risorse
minerarie per dare corso a progetti di sviluppo delle attività produttive e
delle rete infrastrutturale dei territori coinvolti. In una nota inviata ai
Ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, Passera e Clini, ho
insistito che si accolgano i pareri di dissenso espresse delle comunità
interessate e si ristabilisca con la Regione Basilicata un governo delle
opportunità nel settore energetico e dei vincoli da cui non si può prescindere
per la difesa dell'ambiente e dello sviluppo”.
sabato 15 dicembre 2012
Acli: no trivelle neollo Jonio
Le Acli di
Policoro sono state presenti con una propria delegazione al Consiglio comunale
straordinario convocato il 14 dicembre, al fine di deliberare l’approvazione
dell’ordine del giorno del 10 dicembre scorso contro le attività di ricerca ed
estrattive di idrocarburi liquidi e gassosi nel mare Jonio. Già con le
iniziative dei giorni scorsi l’associazione policorese aveva invitato
l’assessore Marcello Pittella ad esprimersi pubblicamente sulla delicata
questione delle trivelle nello Ionio che, sebbene ancora a livello di indagini
preliminari, andrebbero a deturpare in maniera irreversibile l’immagine dello
Ionio come mare pulito, che favorisce e richiama un turismo ecosostenibile. Il
circolo Acli di Policoro invita tutti i
cittadini a schierarsi al fianco di movimenti e associazioni per rafforzare il
no alle perforazioni in terra e in mare senza nessun compromesso con le
istituzioni.
“Sappiamo –osserva una nota
dell’associazione cattolica- che l'assessore all'ambiente della Regione
Basilicata, Vilma Mazzocco, ha ricevuto una delegazione di sindaci dei
comuni interessati dalle istanze di ricerca nel Mar Jonio della Shell (d73 F.R.
- SH e d74 F.R. - SH) e dell'Apennine Energy srl (d148 D.R. - CS), al fine di
acquisire un loro consiglio per esprimere un parere
regionale alla richiesta del Ministero dell'Ambiente rivolta alla possibilità
di queste indagini esplorative sulla eventuale presenza degli idrocarburi nel
nostro mare. Noi chiediamo
alla Regione di esprimere parere
negativo sulle istanze di ricerca della Shell e dell'Appennine Energy srl,
associandoci a quanto già espresso dalle altre associazioni ambientaliste ed
invitiamo i sindaci a convocare i rispettivi consigli comunali in seduta
straordinaria per predisporre ed inviare
alla regione ed al Ministero dell'Ambiente le proprie deliberazioni di netta
opposizione a questo atto unilaterale di
violazione della sovranità territoriale, che passa sulle nostre teste
autorizzato dalle leggi dello Stato, ed
a tenersi pronti per uno stato di mobilitazione permanente che veda anche la
presentazione di ricorsi al TAR contro
le autorizzazioni ministeriali”.
Ricerche nello Ionio, interviene l'assessore Pittella
L'assessore regionale alle Attività Produttive e al Turismo della Regione Basilicata Marcello Pittella esprime un “sostegno incondizionato al ‘Movimento dei Sindaci’ dell' arco Jonico che si battono contro le trivelle sullo Jonio ed esprime un No forte e chiaro alle trivellazioni petrolifere a mare”. "Le trivelle nel mar Jonio – ha detto l’assessore - sono incompatibili con il turismo e l'agricoltura del Metapontino. Lo sviluppo di quell'area passa attraverso la valorizzazione delle sue risorse naturali (acqua, spiagge, mare); i suoi monumenti (a partire dalle "Tavole Palatine"); la sua agroindustria (una delle più avanzate del mezzogiorno); i sui centri di ricerca (dal centro di Geodesia Spaziale a Metapontum Agrobios); gli agriturismi di qualità; i villaggi turistici. Non si può vanificare con uno scempio a mare tutto il lavoro che nel corso di decenni è stato fatto per sostenere e sviluppare quel pezzo di Basilicata che, anche in un momento di forte crisi, resiste e va avanti. È una delle poche aree della Regione che vede crescere la popolazione residente e il reddito. La Basilicata – ha ribadito l’esponente della giunta - si batterà contro questo tentativo del Governo nazionale di intervenire contro la volontà delle popolazioni locali e dell' intera Regione così come già ha fatto nel passato contro il deposito nazionale dei rifiuti nucleari a Scanzano o contro il progetto della Liquichimica. La Basilicata per quanto riguarda le estrazioni dal suo sottosuolo ha già dato, sia quando si è estratto massicciamente metano nella Valle del Basento che con le estrazioni petrolifere nella Valle dell' Agri. Nella Valle del Basento è rimasto un cimitero di industrie abbandonate e stiamo lavorando, con molti problemi e difficoltà, alla bonifica e alla riutilizzazione dei siti dismessi. Anche per la Val d'Agri – ha concluso Pittella - la Regione si è battuta per il Memorandum onde aggiornare le compensazioni visto che quelle ottenute con l'accordo del 1998 sono state in gran parte ‘dimenticate’ dai Governi successivi e si batterà perchè si realizzi da subito quanto stabilito con il Contratto di rete".
venerdì 14 dicembre 2012
Ricerca idrocarburi mar Ionio, da Regione ennesimo “no”
La costa ionica lucana presenta una elevata valenza ambientale che non può e non deve essere messa a rischio. Con questa motivazione l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata Vilma Mazzocco e il direttore del Dipartimento Donato Viggiano, hanno ribadito il “no” del governo regionale alla concessione di nuovi permessi di ricerca di idrocarburi in mare, incontrando questa mattina i sindaci e gli amministratori dei Comuni di Bernalda, Pisticci, Scanzano Jonico, Policoro, Rotondella e Nova Siri, alla presenza dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Matera, Giovanni Rondinone. Nell’incontro è stata sottolineata la volontà di avviare un’azione comune di forte contrapposizione all’attività di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel Mar Ionio. Nello specifico è stato espresso parere negativo per i progetti relativi alle istanze permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in mare denominati “d 73 F.R.-SH” e “d 74 F.R.”- presentati dalla Società Shell E&P S.p.a. e per la richiesta di ripresa del procedimento di V.I.A. proposto dalla Società Appennine Energy S.r.l. per il permesso di ricerca denominato “d 148 D.R.- C.S.”.
“La linea da seguire, più volte indicata dal presidente della Regione Vito De
Filippo, è chiara e definita: la Basilicata ha già dato il proprio contributo
al bilancio energetico nazionale”. Lo ha detto l’assessore Mazzocco motivando
il diniego alla richiesta di nuove concessioni. “I permessi in atto – ha
aggiunto - hanno saturato quella che riteniamo la soglia di sostenibilità di
questo tipo di attività per la regione e riteniamo che altri territori debbano
giocarsi la partita dello sviluppo puntando su altre chance. Lo sfruttamento
degli idrocarburi, pur costituendo una risorsa rilevante del territorio lucano,
va inserito nell'ambito di una visione complessiva di programmazione e sviluppo
in coerenza con la valorizzazione degli altri beni e delle altre risorse
esistenti. La valorizzazione e la protezione dell'ambiente – ha concluso
l’esponente della giunta – costituiscono per noi obiettivi primari”. La
posizione espressa dall’assessore Mazzocco e dal direttore Viggiano troverà
riscontro formale in una delibera di Giunta che sarà inviata al Ministero
dell’Ambiente nell’ambito della procedura di Via nazionale.
Sindacati su giornata sciopero lavoratori Consorzi bonifica
"Il 31 dicembre 2011 è scaduto il contratto collettivo nazionale dei consorzi di bonifica e miglioramento fondiario. Nel corso dell’ultimo incontro tra le parti, avvenuto il 9 ottobre scorso, la trattativa si è interrotta, a causa dell’atteggiamento provocatorio dello SNEBI che ha proposto di congelare la vigenza del CCNL per il 2012 e, cosa grave, di non tener conto dell’anno 2012 ai fini degli incrementi salariali. La posizione di parte datoriale - spiegano in una nota i segretari Vincenzo Cavallo (Fai Cisl), Marcella conese (Flai Cgil) e Leonardo Barbalinardo (Filbi Uil) - ha determinato unitariamente le federazioni di categoria FLAI FAI UILA a proclamare una giornata di sciopero" per la giornata odierna (per le regioni Puglia e Basilicata). "Anche i lavoratori del consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto - aggiungono - hanno aderito alla giornata di sciopero in una percentuale che supera il 70% ed hanno effettuato un sit in davanti alla Prefettura di Matera, per sensibilizzare ed informare, tramite S.E. il Prefetto, gli organi dello Stato della grave situazione nella quale versa il consorzio di bonifica e sul grave atteggiamento dello SNEBI.
La vertenza per il rinnovo del CCNL cade in un momento di particolare
sofferenza per il Consorzio di Bradano e Metaponto, con uffici e centri
operativi senza corrente elettrica, una situazione debitoria al limite del
collasso, una riorganizzazione interna mai partita ed una legge di riordino
della quale si discute da anni ma che non ha ancora visto la luce".
giovedì 13 dicembre 2012
StraHerakleia. Luigi Cappucci riceve la medaglia da Napolitano
POLICORO – L’XIsima edizione della StraHerakleia, la
maratona su strada tra le più conosciute di Basilicata, disputatasi a Policoro
il 2 dicembre scorso ha portato in dote al patron dell’evento, nonché fondatore
dell’associazione podistica dilettantistica amatori, Luigi Cappucci il più bel
regalo di Natale: la medaglia con annessa pergamena da parte nientedimeno che
del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. E lo stesso maratoneta a sfoggiare il prestigioso
regalo appena ricevuto: “Non credevo ai miei occhi quando mi è stato
consegnato. Credevo fosse uno scherzo, ma quando ho aperto la custodia ho
trovato la medaglia. Un regalo che vorrei condividere con tutti i miei soci
perché la nostra forza sta proprio nell’associazione di uomini e donne, ragazzi
e ragazze che oltre ad essere nostri tesserati si sacrificano per la causa
dell’atletica. Una disciplina sportiva che noi abbiamo portato sul territorio
monopolizzato prima solo dal calcio e un po’ di pallavolo. Già in passato avevo
ricevuto vari attestati di stima da parte della Fidal e di vari Enti, tant’è che
nel 2008 la StraHerakleia fu patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri con attestato di stima da parte dell’allora Ministro allo Sport
Giovanna Melandri. Però la medaglia ottenuta in occasione della 11sima edizione
della StraHerakleia rappresenta il più alto ed importante riconoscimento che
potessi ricevere dopo anni di sacrifici e d’impegno verso il podismo. Malgrado
difficoltà di vario genere, la StraHerakleia va avanti e continua ad esistere,
ed ogni anno che passa diventa sempre più partecipata.
In conclusione e con grandissima emozione ringrazio gli sponsor e i miei collaboratori per i successi della manifestazione, ma il mio più vivo e sincero ringraziamento è rivolto a tutti gli atleti e le società che con la loro partecipazione rendono grandiosa ed unica la corsa nella città d’Ercole”.
In conclusione e con grandissima emozione ringrazio gli sponsor e i miei collaboratori per i successi della manifestazione, ma il mio più vivo e sincero ringraziamento è rivolto a tutti gli atleti e le società che con la loro partecipazione rendono grandiosa ed unica la corsa nella città d’Ercole”.
Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano di
Basilicata)
mercoledì 12 dicembre 2012
A Potenza assessore per una notte
La fortuna dei lucani è che sono in pochi, troppo pochi perché qualcuno abbia voglia di ficcare il naso nei loro affari. Tutto discende dalla diarchia che ha preso il testimone del novantaduenne Emilio Colombo, padre padrone della Dc lucana. Il crepuscolo della seconda Repubblica si srotola nel segno dell'eterno conflitto tra l'anima democristiana e gli eredi del Pci. Il governatore è Vito De Filippo, laurea in filosofia, tesi su Spinoza, giornalista e, come ripetono erroneamente le agiografie delle testate locali, "studioso attento e rigoroso del pensiero del filosofo olandese". De Filippo, per la verità, è un politico integrale. Esordio alla Provincia di Potenza a 26 anni nelle file dei Popolari e dal '95 ininterrottamente in consiglio regionale con svariati incarichi di assessore. Il coprotagonista è Vincenzo Folino, presidente del Consiglio regionale, dalemiano di ferro e uomo d'apparato. Nulla accade che non sia concordato tra De Filippo e Folino. Che di comune accordo si sono dedicati all'organizzazione della gioiosa macchina da guerra della propaganda regionale. Un'artiglieria con, in ordine d'importanza, un portale (Basilicatanet), un quotidiano online (Basilicata Mezzogiorno), un tgweb e un consorzio di radio il cui notiziario è finanziato da mamma Regione. Il governatore è l'editore numero uno della Basilicata. Per le posizioni apicali si è proceduto di conseguenza. Al vertice dell'ufficio stampa una firma della Gazzetta del Mezzogiorno, edizione lucana; portavoce del governatore un editorialista della Nuova Basilicata. De Filippo e Folino hanno convenuto di adottare il modulo del marcamento a uomo. Se De Filippo individua l'assessore, Folino sceglie il direttore di quell'assessorato. O viceversa. Forse è il distillato del pensiero spinoziano del governatore, che ha declinato la religione della scienza del pensatore olandese nella religione della lottizzazione. Con una serie di gravi incidenti di percorso. Vincenzo Sigillito, direttore generale dell'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpab) e uomo di fiducia dell'ex assessore alle Attività produttive Emilio Restaino (Pd in quota Margherita) è inquisito per aver omesso di comunicare i dati secondo i quali il termovalorizzatore la Fenice di San Nicola di Melfi inquinava sistematicamente la falda acquifera da otto lunghi anni; allo stesso tempo, sempre secondo l'accusa, l'assessore e il dirigente si sarebbero organizzati per moltiplicare a dismisura le assunzioni a tempo determinato all'Arpab, soprattutto in vista delle regionali del 2010. «È arrivato il treno?», si dicevano al telefono parlando in codice. Il treno era la delibera da un milione di euro appena approvata per prolungare l'assunzione di decine di raccomandati. Poi ci sono le gag involontarie, come l'invenzione tutta lucana degli assessori per una notte. Donato Viggiano, ricercatore e direttore del Centro Enea di Trisaia, ha retto l'assessorato alla Formazione e alla Cultura per neppure 24 ore. Viggiano avrebbe dovuto rappresentare la sterzata di De Filippo, l'affermazione delle competenze nei ruoli chiave all'alba della seconda consiliatura. Alla presentazione della Giunta, illustrata con apposita conferenza stampa, al posto dell'assessore-scienziato si presenta Rosa Mastrosìmone, materana, ex Udc, segretaria regionale dell'Idv e tra i non eletti in consiglio regionale. Si poteva lasciare il partito di Tonino a mani vuote? Mastrosìmone (con l'accento sulla i, l'assessore ci tiene) al posto del ricercatore, e Viggiano dirottato alla direzione dell'assessorato all'Ambiente, dove le scelte strategiche sono state rinviate per troppo tempo. La Basilicatashire è punteggiata da oltre mezza dozzina di discariche per i rifiuti solidi urbani, mentre la questione della raccolta differenziata è stata affrontata con enorme ritardo. Eliminato Viggiano, De Filippo prende due piccioni con una fava. Placa le ambizioni dell'Idv e pareggia i conti tra assessori uomini e donne (3 a 3). Donne sì, ma a patto che siano segretari regionali di partito: alla Mastrosìmone si affianca Vilma Mazzocco, nel 2010 segretario regionale del minuscolo Api di Rutelli, assessore all'Ambiente ed ex assessore all'Agricoltura, posto lasciato poi alla sua omologa dell'Idv. Di competenze è inutile parlare. Tra i segretari regionali di partito figura anche Agatino Mancusi, Udc, assessore ai Trasporti, vicegovernatore ed ex assessore all'Ambiente, costretto un paio di settimane fa alle dimissioni: un'inchiesta della Dda di Potenza lo vede indagato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Di questo passo, converrà rivedere il vecchio adagio che recitava lucani boni, calabri mali, siculi pessimi. Gli incarichi burocratici degli assessorati procedono per analogia. Stipando gli uffici: no a caso in Basilicata la spesa per i dirigenti è cresciuta tra 2008 e 2010 del 9,9%. Così, all'insediamento della seconda Giunta De Filippo, con la Mazzocco assessore all'Agricoltura, il governatore nomina direttore generale Carmen Santoro, ex segretario generale della Giunta. Il marito di lei, Emilio Libutti, candidato a sindaco di Potenza per l'Udc e a sua volta dirigente alla Regione Basilicata, deciderà poi, per quelle strane coincidenze della vita, di aderire all'Api, il partito del quale ora è portavoce. Si può essere allo stesso tempo un alto burocrate regionale e dirigente di partito? Stesso intreccio alle partecipate. Alla società elettrica c'è Ignazio Petrone (Margherita), ex sindaco di Pignone e primo dei non eletti del Pd in consiglio regionale; per il ruolo prima di commissario e poi di direttore all'Arbea, l'ente pagatore per agricoltura, che ha sul groppone una multa milionaria di Bruxelles, De Filippo ha ripescato dalla lunga panchina della prima repubblica l'ex craxiano, ex pluriassessore ed ex potente direttore generale della Regione, Rocco Colangelo. In Lucania, c'è anche chi dice no. Come Maria Teresa Lavieri, ex direttore generale del dipartimento di presidenza della Giunta, ex direttore generale alla Formazione, esperta di fondi strutturali e programmazione. La politica le chiede di essere flessibile. Ma lei risponde come il Bartleby di Melville, infilando una serie di "preferirei di no". Risultato: esiliata al consiglio regionale, un'assemblea ormai svuotata di poteri. La realpolitik diessina non ammette ripensamenti. E procede la cooptazione di alti papaveri selezionati tra i fratelli di giudici o figli di magistrati della Corte dei Conti (su 42 dirigenti 17 sono esterni, tutti gratificati quest'anno con un premio di 3,2 milioni). A questo si sommano i debiti da saldare: Ludovico Rossi, ex portavoce di De Filippo, è stato nominato dirigente per l'attuazione del programma. "Dirigente di se stesso" chiosa Gianni Rosa del Pdl, una delle poche voci controcorrente. Anche i reclutamenti con bando pubblico sono spariti. L'ultimo per l'assunzione negli uffici di giunta risale ai tempi della presidenza Dc di Antonio Boccia (1990-1995). Qualcuno, tutt'altro che a torto, potrebbe essere indotto a nutrire qualche nostalgia per i tempi di Emilio Colombo e della balena bianca. Ma in realtà nulla è da rimpiangere perché nulla è cambiato.
Fonte
Il Sole 24 ore
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